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1Set, 15

Un nuovo anno scolastico sta per cominciare e noi genitori non siamo stati ancora interpellati dalla V Commissione che nel maggio scorso ha accolto la nostra petizione, con ben 1.280 firme.

Una raccolta firme partita per volontà di alcuni genitori, che sollevavano dubbi, perplessità, criticità nei confronti del «Protocollo Trentino Trilingue», promosso dalla PAT. Come già precisato la Petizione non era e non è contro l’insegnamento delle lingue straniere, ma chiedeva una rivalutazione del progetto CLIL nei suoi molteplici aspetti: tempi e modalità di attuazione, ricadute e facoltà di scegliere se aderire al progetto e quali lingue straniere impartire ai nostri figli.

Ad oggi noi famiglie non abbiamo potuto far sentire la nostra voce, se non intervenendo di nostra iniziativa, in qualche sporadico incontro tenuto sul territorio dal Presidente ed Assessore all’Istruzione Rossi che, irrigidendosi spesso sulle sue posizioni, non è riuscito a toglierci dubbi e perplessità.

Ci ritroviamo ora ad apprendere (vedi articoli apparsi nei giorni scorsi sui quotidiani locali) che le cattedre di lingua straniera sono state assegnate, ma che la professionalità garantita dal Progetto è ancora tutta da costruire, in quanto oltre la metà degli insegnanti è senza esperienza.

Ricordiamo che risulta fondamentale, da studi effettuati in altri paesi europei, in cui il Clil si è già sperimentato, che per la riuscita dello stesso sono indispensabili alcuni fattori, tra cui insegnanti in madre lingua e che abbiano anni di esperienza in Clil. Al Presidente avevamo chiesto se a settembre si era in grado di far partire il piano con insegnanti formati Clil.

La risposta ora la conosciamo: in classe entreranno insegnanti che faranno esperienza sulla pelle dei nostri figli e che nella migliore delle ipotesi avranno una formazione metodologica e didattica in Clil “forse” dall’anno prossimo. Ma allora che fretta c’era? Perchè non siamo stati ascoltati?

Questa era una delle richieste avanzate con la petizione: preparare al meglio il progetto e se necessario procrastinarlo di un anno. Ora siamo più allarmati di prima. Si parla di monitoraggio, di esperti che valuteranno il Progetto. Ma a noi genitori, chi darà voce? Ci chiediamo quanti insegnanti ci saranno in classe, soprattutto nella primaria. Con ogni probabilità, le lingue straniere saranno proposte da più insegnanti: quella di lingua straniera “tradizionale”, la “specialista” Clil e l’insegnante “curriculare”.

E questo per ogni lingua straniera! C’è bisogno di compresenze sulla classe e insegnanti di sostegno, anche questi ultimi con esperienza (ma pare che solo 16 abbiano più di 4 anni di servizio su 53 assunzioni). Nessuno ci ha ancora spiegato come sono cambiati i Piani di studio.

Durante l’estate abbiamo assistito al continuo appello delle minoranze in Consiglio provinciale che invitavano più volte il Presidente Rossi a riflettere sul Progetto trilingue. In tutta risposta è emersa un figura che, con arroganza, ha continuato il suo percorso. Inutili anche i numerosi ricorsi degli insegnanti precari, che rilevano le continue contraddizioni ed il mancato rispetto dei diritti acquisiti.

Nessuno ci ha ancora chiarito che cosa succederà a chi è esonerato dall’apprendimento delle lingue straniere o che avrà delle difficoltà nell’affrontare il trilinguismo. Nel Piano di Rossi non se ne faceva cenno e qualche Circolare successiva ci è sembrata piuttosto vaga.

Si sostiene nel piano che, utilizzando il Clil, nessuno avrà problemi e che anche i più deboli in classe riusciranno a seguire le lezioni in lingua straniera. Ma noi non ci sentiamo rassicurati. Anzi, le nostre perplessità ora sono diventate certezze: il progetto non garantisce le promesse tanto sbandierate da Rossi e il suo staff, che, in parte, hanno ammesso che il progetto non era pronto a partire.

Basta considerare le modifiche apportate, con l’unico scopo di far avviare in ogni caso il progetto già da settembre, sulla spinta delle critiche e delle difficoltà pratiche sollevate da insegnanti e genitori: all’inizio applicabile solo nelle ore curriculari/obbligatorie, ora anche nelle ore opzionali con una certa libertà da parte delle scuole. Loro continuano, se non se ne sono resi conto, a perseguire un unico obiettivo: smantellare la nostra rinomata e riconosciuta scuola trentina e acuire le tensioni sociali creando una guerra fra precari che sicuramente compromette la serenità del mondo scolastico trentino (si legge sui giornali di più di 200 ricorsi di insegnanti in atto).

Tanti soldi pubblici investiti su questo Progetto: ci saranno le risorse per altri Progetti nelle Scuole, che da sempre caratterizzavano la scuola trentina (progetti artistici, musicali, ambientali, ecc.) e che erano apprezzati, sotto molteplici aspetti, sia dagli alunni che dai genitori?

Alle scuole Sanzio, una delle prime a partire, circa un decennio fa, con la sperimentazione Clil in sola lingua inglese (bilinguismo), i genitori hanno, fin dall’inizio, firmato un “contratto” con la scuola in cui si assumevano la responsabilità di seguire e “sostenere linguisticamente” il percorso dei figli, per la riuscita del progetto. Quale miracolo sarà in grado di attuare il Presidente Rossi per il successo del Trilinguismo (si badi bene Trilinguismo), non avendo e non volendo coinvolgere i genitori e avvalendosi nella maggioranza dei casi, di insegnanti senza esperienza? Se Rossi avesse un figlio o un nipote in prima elementare, accetterebbe passivamente questa nuova realtà non condivisa e approssimativa o farebbe sentire, come noi, la sua voce?

Eventuali gap dell’apprendimento e della formazione dei nostri figli quando potranno mai essere sanati, se potranno essere sanati? Noi genitori ci siamo mossi nell’esclusivo interesse della scuola come luogo di istruzione/educazione per i nostri figli. Rossi da quali interessi è mosso? Abbiamo insegnato ai nostri figli che il dialogo è la prima forma di democrazia, ora spiegheremo loro che in Trentino il concetto di democrazia nell’ambito della scuola, e non solo, è in discussione, poiché il Presidente e la V Commissione hanno glissato un incontro con il Comitato genitori, che aveva solo l’intento di portare alla luce le numerose contraddizioni del Piano Trilingue e poterlo fortemente migliorare.

Concludendo, viste e considerate le difficoltà della Giunta Rossi nell’accogliere le critiche, i consigli e le lamentele e considerando che i dipendenti provinciali sono stati coinvolti in corsi per il miglioramento del “rapporto con il pubblico”, invitiamo caldamente lo stesso Rossi e la sua maggioranza a promuovere per loro stessi, un corso di aggiornamento sul tema: “Tecniche di ascolto. Come gestire le critiche e utilizzarle per il miglioramento delle relazioni e svilupparle per un maggior successo… anche di un progetto che coinvolge un’intera comunità”.

Comitato Genitori Petizione Clil

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