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2Feb, 15

Trento, 20 gennaio 2015

ILL. MO

BRUNO DORIGATTI

PRESIDENTE DEL

CONSIGLIO PROVINCIALE

PALAZZO TRENTINI

INTERROGAZIONE

LA GIUNTA GIOCA CON IL FUTURO DEI DOCENTI PRECARI TRENTINI E PROVOCA UNA INVASIONE, LEGITTIMA MA NON AUSPICABILE, DI DOCENZE DA TUTTA ITALIA?

 

Come sappiamo, la situazione dei docenti precari trentini, cosiddetti della Quarta fascia, a causa di scelte non qualificabili, dal punto di vista politico, dell’attuale Giunta provinciale, è a serio rischio, per la volontà del governo trentino, di penalizzare, nei fatti, tutte le docenze che, da anni, hanno prestato la loro professionalità, in un sistema di precariato stabile, nella speranza di vedersi-prima o dopo-confermata la cattedra e l’agognata sicurezza nel lavoro.

Come è altrettanto noto, in un susseguirsi di scelte ,incontri negati e ricorsi, si è inserita la volontà della Giunta di una revisione improvvisa e tardiva del vecchio regolamento, cui gli insegnanti trentini avevano opposto ricorso, forse per inficiare l’azione di rivalsa stessa, che aveva l’indesiderato ardire, di chiedere giustizia, a fronte di provvedimenti palesemente punitivi, verso coloro che ,nel tempo, hanno avuto l’onere e l’onore, di collaborare ,anche per una decina d’anni, alla creazione di quella eccellenza scolastica trentina, nel ruolo di precari stabili!.

Ora, si ha notizia, che a fronte della organizzazione dei docenti locali, per tutelare i propri legittimi diritti e delle scelte della Giunta provinciale autonomista(!) di rivedere il regolamento sugli accessi alla qualifica, abbia risvegliato l’interesse di tutti i docenti precari nazionali, che, a loro volta organizzatisi, avrebbero cavalcato le speranze di questi in tutta Italia, lanciando un ricorso aperto a tutto il territorio nazionale per inserirsi nella QUARTA FASCIA TRENTINA!!

Ciò, chiaramente, è stato reso possibile perché (ironia della sorte) grazie proprio al fatto che la Provincia di Trento, annullando il vecchio regolamento e approvandone uno nuovo con pochissime modifiche sostanziali, ha di fatto riaperto i termini per poter proporre ricorso!!

In parole povere se il regolamento non fosse stato annullato e poi ripubblicato questi non avevano speranze di proporre ricorso perché i termini erano scaduti!!

Orai docenti precari trentini, costituitisi nel Comitato e sostenuti dal sindacato autonomo Delsa, con molta sincerità, avevano percepito tale pericolo, perché gli effetti per i nostri docenti residenti, sarebbero state catastrofiche, con lo spettro della disoccupazione dietro l’angolo, alimentato dal legittimo esercito nazionale dei disperati precari di tutta Italia, che, guarda caso, sembrerebbero presentarsi con punteggi esorbitanti.

Questo, per salvaguardare il più possibile i NOSTRI insegnanti trentini, che con l’iniziativa autonomista della Giunta, vedono vanificate tante speranze e tanti anni di lavoro con supplenze brevi in giro per tutto il territorio, per scelte che più tardi, pagheranno tutti i trentini.

Sembra infatti, che una organizzazione sindacale autonoma, in 4 giorni abbia raccolto quasi 400 preadesioni e si preparano a ricorrere presso il Capo dello Stato per inserirsi nelle graduatorie locali.

Utile e poco edificanti, i post messi in rete sui social, dove tutti gli interessati, soprattutto del sud, hanno scritto che si “brinda allegramente alle montagne trentine e alla grande possibilità che solo qui si offre”!

E grazie alla scelte cervellotiche della Giunta provinciale, sorda alle esigenze dei Trentini, c’è chi si azzarda a scrivere “tutti in montagna a brindare al ruolo colleghi!!!!”.

Una frana totale sulla tutela delle nostre risorse, cui nulla potrà ora opporsi e, c’è da aspettarsi, anche che le legittime aspettative delle laureate in scienze della formazione primaria che sul resto del territorio nazionale sono rimaste dal 2012 fuori dalle GAE, facciano anch’esse ricorso per correre a fare richieste d’inserimento in terra trentina visto che nelle loro regioni non è più possibile passando pure davanti al personale trentino che da anni lavora sul territorio.

In sostanza, la giunta provinciale con il suo atto di annullamento del regolamento impugnato presso il Tar per approvarne uno nuovo e pressappoco identico, nel mal celato intento di vanificare la legittima e giusta azione di lavoratori della scuola trentina organizzatisi in comitato e a proprie spese per la tutela dei propri diritti, ha creato un varco di ingressi incontrollati verso le graduatorie trentine. Azione politico amministrativa che palesa una totale assenza di lungimiranza, ma anche di saper individuare gli effetti dei propri atti di governo.

Un danno incalcolabile, laddove, pur nel rispetto alle normative europee o nazionali, se si fosse scelto di operare alla normalizzazione dei sistemi precari, con l’intelligenza di chi ama il Trentino, le sue tradizioni e non solo gli affari che con queste ultime si fanno alla faccia dei residenti, forse, la via della soluzione, sarebbe stata dietro l’angolo.

La via ragionevole, sarebbe un passo indietro della Giunta, sui quali sembra veramente esperta, ma il coraggio di farlo, anche una dimostrazione di intelligenza, a tutela dei suoi residenti, laddove si ravvedesse, come noi vediamo, un pericolo reale di ammassamento nelle future graduatorie trentine a danno del sistema e della sua qualità.

Tutto ciò premesso,

si interroga

il Presidente della Provincia

per sapere:

 

A fronte delle notizie certe, di un ricorso collettivo che sarebbe in atto, tra i precari di tutta Italia, all’uopo organizzati, come intende muoversi l’Assessore competente e la Giunta provinciale, consapevoli che in caso di vittoria del ricorso, si aprirebbe, per i meccanismi tecnici dei punteggi, una voragine tra i nostri precari trentini, a vantaggio del sistema italiano di valutazione?

Perché, quali le ragioni e quali le argomentazioni che hanno sostenuto la volontà di una revisione del regolamento, a fronte di un ricorso al TAR dei docenti del Comitato Magistrali Trentini, senza intuirne le complicazioni che questo ha generato, dando riapertura ai termini delle possibilità di ricorso, che sembrerebbero arrivare velocemente da tutte le parti d’Italia a scapito delle nostre docenze precarie locali?

Se si confermasse la situazione di cui siamo stati informati, oltre alla scontata opposizione al ricorso, quali altre iniziative la Giunta provinciale intende adottare a tutela dei precari trentini che per oltre un decennio sono stati sempre disponibili nella certezza di trovare, non tanto una via protetta, quanto un riconoscimento concreto che l’Autonomia trentina, oltre a voler e pretendere che sia materia curriculare nelle scuole, avrebbe dovuto essere una concreta certezza?

 

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta

Claudio Civettini

Consigliere provinciale/regionale Civica Trentina

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