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26Set, 19

Lo diciamo da un paio di anni che saremmo arrivati a questo punto; lo abbiamo gridato sulla stampa nella scorsa primavera: eccoci qua. Scuole senza docenti, in particolare docenti di sostegno, segreterie che annaspano per trovare personale, docenti con decine di anni di servizio depennati dalle graduatorie d’istituto, decine di docenti trentini di lungo corso costretti ad emigrare in altre regione per assumere il ruolo; tutto alla faccia della stabilizzazione e della continuità millantata da amministratori troppo impegnati in convegnistica di propaganda per accorgersi di cosa accade.

Le difficoltà riguardano un po’ tutti gli ordini di scuola, ma il vero problema è nella scuola primaria.

Le nostre annunciate preoccupazioni riguardavano il sistema di assunzioni nella scuola, sia per i ruoli che per gli incarichi a tempo determinato. L’anno scolastico 2019/20 si sarebbe avviato, dicevamo, con grandi difficoltà di reperire personale abilitato e soprattutto con esperienza professionale maturata nel sistema trentino.

Per un adeguato e corretto avvio dell’anno scolastico avevamo chiesto di intervenire con l’avvio urgente di un concorso riservato per i docenti trentini della primaria, tra l’altro già previsto da una norma della precedente amministrazione, e di normare in maniera diversa il sistema delle nomine a tempo determinato, che ad oggi sono disciplinate da un regolamento del 2008 inadeguato, anacronistico e irragionevolmente sanzionatorio.

La “Chiamata Unica”, nuova strumento con cui l’amministrazione pretende di gestire i contratti a tempo determinato per la scuola primaria, secondaria di primo e di secondo grado, si è rivelato non solo uno strumento fallace e inadatto a gestire il sistema delle nomine, ma addirittura gravemente illegittimo perché totalmente privo di strumenti di trasparenza e di verifica degli effetti che produce. Strumenti che devono essere visibili ai diretti interessati e alle organizzazioni che hanno diritto di verificare la correttezza delle nomine.

Il risultato è quello di avere tanti docenti con moltissimi anni di servizio che si trovano incredibilmente depennati dalle graduatorie d’istituto o al massimo costretto ad assumere incarichi brevissimi a 10-12 ore, mentre chi è fuori graduatoria con la sola MAD (messa a disposizione) assume incari a tempo pieno e vicino alla propria sede.

Inoltre, gli insegnanti di sostegno, abilitatisi con percorsi TFA con grandi sacrifici di studio ed economici senza alcun incentivo da parte della provincia, si trovano ancora precari, e quelli di loro che stanno seguendo il corso quest’anno hanno dovuto prendere dei part-time per rendere compatibile il lavoro con la frequenza dei corsi, sobbarcandosi anche il costo considerevole del corso stesso.

Insegnanti di lingue

Per non parlare poi della situazione per l’insegnamento delle lingue, con docenti che scappano da questo insegnamento per il numero elevato delle classi che gli vengono assegnate e la insistenza ancora della metodologia CLIL che viene letteralmente imposta a molti di loro.

Tutto ciò malgrado le scuole abbiano un bisogno incredibile di personale specializzato, ma anche di scuola comune ma abilitato.

Percorsi abilitanti?

La totale assenza di programmazione di percorsi abilitanti, malgrado i numerosi insegnati che da anni nel sistema li aspettano per regolarizzare e qualificare la loro posizione lavorativa.

Un disastro gestionale della scuola senza precedenti, specie in considerazione delle competenze autonomistiche e finanziarie di cui gode il Trentino.

Oggi tutti soloni ad alzare la bandiera dello scandalo perché mancano insegnanti, compresi sindacati che ormai non conoscono il sistema trentino e vivono solo di riflesso per le sigle nazionali che indossano, ma che ai tavoli delle trattative firmano qualunque accordo che le amministrazioni gli rifilano. ; ma quando denunciavamo le ineludibili conseguenze di quella situazione, tra i poche che ci davano ragione c’erano le forze politiche allora all’opposizione ed oggi al governo trentino. DOVE SONO ADESSO!!!???

 Delsa per denunciare questa grave situazione e le altre problematiche nel mondo della scuola, annuncia una manifestazione per sabato 12 ottobre in Piazza Dante nei pressi del palazzo di governo alle ore 10.00

Trento 25 settembre 2019                                                                                                          Mauro Pericolo

Delsa Sindacato Autonomo

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