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25Mag, 18

Scuola : finalmente si gioca a carte scoperte

Rossi tenta di serrare i ranghi e convoca i “suoi” guardandosi bene dal convocare Delsa, il sindacato che lo ha commissariato.

 

Dopo l’intervento di Delsa della scorsa settimana sulla contrattazione e sulla gestione della scuola, le sigle tradizionali escono allo scoperto e fanno quadrato intorno a Rossi, nel disperato tentativo di recuperare credibilità per sé e per  il loro mallevadore. Ormai di fatto nella scuola trentina si sono formate due aree sindacali; da un lato i soliti confederati insieme a Gilduccia (un sindacato senza rappresentatività, ma che viene ammesso al tavolo delle trattative) e dall’altro Delsa, un sindacato autonomo che ha dato sin dalla sua nascita filo da torcere a questa giunta uscente, che pur essendo rappresentativo non viene invece ammesso al tavolo delle trattative(chissà perchè!).

Sulla vicenda dei precari ci sarebbe da versare fiumi di inchiostro su quante responsabilità siano da attribuire ai soggetti coinvolti in questo dramma storico del nostro tempo.

Mauro Pericolo del sindacato Delsa denuncia una situazione nascosta e sminuita anche da quelle organizzazioni che dovrebbero invece squarciarsi le festi. ”’L’Italia credo che abbia fatto peggio persino della Grecia nell’ accumulo di un precariato senza limite e misura. A migliaia i dipendenti che hanno contribuito e che contribuiscono quotidianamente al funzionamento del sistema a cui  è stato sottratto un pezzo fondamentale della propria esistenza. La Provincia autonoma di Trento che avrebbe potuto (e dovuto) con mezzi non solo finanziari, ma anche e soprattutto normativi, distinguersi dal resto del territorio nazionale, non ha saputo attivare alcuno strumento per eliminare questo dramma ormai storico.

Essere precari significa non poter programmare nulla della propria vita, vivere con la mannaia della incertezza sulla propria testa, vedersi retribuito sempre e solo con la paga base anche dopo 20-30 anni di servizio, pur facendo lo stesso lavoro dei colleghi di ruolo. Significa non poter accedere nemmeno ai finanziamenti per realizzare il sogno più semplice: la casa.

Significa vedersi sbattere le porte in faccia troppo spesso e senza mezzi termini.

Significa essere sottoposti alle pressioni ed agli abusi di dirigenti sempre più in pectore dietro ad una cattedra di comando fornitagli dal potere politico-amministrativo.

Significa essere sfruttati per coprire i peggiori orari di servizio spezzettato e stressante. Significa vedersi affidare le classi ed i casi più difficili per poi magari sentirsi accusare a fine anno di non avere adeguate competenze.

Significa essere relegati su attività e ruoli marginali pur avendo competenze professionali in molti  casi anche superiori ai colleghi di ruolo.

Significa essere vittime di facili procedimenti disciplinare finalizzati a servire il “padrone in carica”.

In provincia di Trento significa, oltre a tutto ciò,  anche essere sottoposti ad una detenzione forzata in un ambito territoriale nel quale sai quando entri e non sai quando ne uscirai: le norme sulla mobilità del personale scolastico dall’infanzia, scuole dell’obbligo e personale ATA sono bulgare e prive di qualunque ragionevolezza”.

Il sindacalista continua con un incredibile elenco di situazioni concrete che stanno dietro alla condizione del precariato in trentino, una per tutte ”… in Trentino ai precari è persino negato spesso di accedere a quella formazione che viene pagata anche con le loro tasse e che dovrebbe servire in primo luogo e formare e certificare le competenze per l’accesso ai ruoli: IPRASE. Questo istituto è  ormai solo strumento di propaganda politica per Rossi ed i suoi adepti.

Ed ecco- continua Pericolo- venir fuori con sfrontata sfacciataggine il metodo politico-sindacale che ha sorretto il potere per tanti anni : fare gruppo (o branco, come si preferisce) contro l’OPPOSITORE . Colui che …non rispetta il proprio ruolo… e non se ne sta buono in angolino a aspettare  qualche elemosina di attenzione del potente di turno. Uno che addirittura osa addirittura …entrare nell’agone politico.. . Questa è la cultura democratica di questa gente che fonda e mantiene il proprio ruolo sul vassallaggio da un lato e potere feudale dall’altro.

Delsa rinvia la manifestazione prevista per il 26 di maggio ad una data immediatamente dopo la chiusura della scuola per consentire ai precari di partecipare senza perdere anche un giorno di paga del loro già striminzito stipendio. Risponde a questa aggregazione politico-sindacale con una azione ancora più decisa e determinata a difendere tutto il personale scolastico. Portare alla luce tutte le illegittimità. Le ingiustizie e gli abusi che si annidano nel sistema scolastico e pubblico in generale, rispondendo a chi oggi afferma di essere fuori dall’agone politico che i sindacati sono stati sempre nella politica, la differenza è che noi facciamo le ns battaglie con accordi e prendendo posizioni alla luce del sole , gli altri da sempre fanno accordi ed operano nelle stanze dei palazzi con i vetri oscurati.

 Trento 25 maggio 2018                                                              Comunicazioni Delsa

 

 

 

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