Questione Scuola Infanzia Trento

La tutela della insegnati davanti al giudice del lavoro di Trento

In fondo alla pagine le modalità di adesione al ricorso

Questione Scuola Infanzia Trento

Sulla scelta della amministrazione di estendere il servizio dell’infanzia anche al periodo estivo (luglio e parte di agosto) interveniamo adesso dopo avere espresso in sedi più riservate il ns parere. Ma visto lo sviluppo della situazione scuola nel suo  complesso, ormai la questione diventa la goccia che fa traboccare il vaso più che colmo.

Precisiamo da subito che; a ns avviso, non si tratta di un semplice spostamento del calendario, come furbescamente dichiarato dall’amministrazione, bensì di una significativa estensione dell’intero servizio Infanzia e questo come vedremo fa una notevole differenza.

Riteniamo assolutamente inadeguate le motivazioni e inopportune le modalità con cui la maggior parte delle sigle sindacali hanno posto la questione, sia dal punto di vista del merito, che dal punto di vista tecnico.

Anzi, riteniamo che chi ha rappresentano al tavolo sindacale la scuola dell’infanzia abbia una grossa responsabilità nella situazione venutasi a creare. 

L’errore fondamentale sta nella contrattazione collettiva.

La questione, infatti, non va posta sulla legittimità o meno della scelta politica da parte dell’attuale amministrazione, ma semmai incentrata sulla inadeguatezza  del contratto collettivo provinciale che fu scritto e sottoscritto con clausole di facile interpretazione estensiva, a vantaggio del datore di lavoro, generando ad oggi una evidente distorsione del necessario equilibrio che deve permanere tra servizio pubblico da fornire ai cittadini  e strumenti contrattuali volti a realizzare quel servizio stesso.

A nostro avviso, avendo i sottoscrittori dei contratti collettivi attualmente in vigore, consentito ai tecnici di inserire clausole, a dir poco, di discutibile legittimità e di dubbia interpretazione, oggi il datori di lavoro pubblico, tra intenti propagandistici e deliri di onnipotenza anche in chiave pandemica, approfittano della,  diciamo,  ampiezza interpretativa  del contratto per “estendere” il servizio infanzia, naturalmente a spese dei lavoratori in risposta a richieste dell’utenza bene diverse da un servizio scolastico. Gli effetti prodotti sono:

·         In primo luogo uno svilimento del ruolo educativo della scuola dell’infanzia, che viene ridotta a strumento al servizio di esigente familiari tanto quanto servizi comunale e cooperative di servizi private. Di questo passo e con scelte amministrative di questo genere ridurremo la scuola un ricovero per bambini e ragazzi con mamme e papà troppo impegnati che richiedo anticipi, posticipi, aperture estive e perché no magari anche i “notticipi”.

·         La seconda ineludibile conseguenza è sicuramente la negazione al personale docente di diritti inalienabili come il giusto recupero psicofisico attraverso le ferie maturate e non godute, ma non dimentichiamolo, anche un orario di lavoro compatibile con una adeguata vita familiare, personale, ma soprattutto con la stessa salute degli insegnanti. La salute dei dipendenti non può essere sacrificata in nome di consenso elettorale e incentivi economici di funzionari già strapagati. 

Le possibili soluzioni a ns avviso

Considerando l’attuale previsione contrattuale, le ultime delibere della Giunta Provinciale le soluzioni nell’immediato non sono tantissime e di istantanea efficacia.  Specie in considerazione dell’ultima delibera della giunta in materia di ferie, che riduce la misura del fumus boni iuris ed il periculum in mora, in parole semplici,  ottenere l’urgenza davanti al giudice del lavoro.

Altro discorso è invece avviare un ricorso che miri a dichiarare illegittime le clausole suddette ed ormai inadeguato l’accordo contrattuale sottoscritto dalle vecchie sigle sindacali, tanto quanto, conseguentemente, illegittimo il diniego tacito o espresso delle ferie maturate, richiedere il godimento delle stesse e tutte le ferie per le festività soppresse mai concesse ai pubblici dipendenti dell’infanzia.

Noi riteniamo necessario agire davanti al giudice del lavoro di Trento, anche con la richiesta di urgenza per ottenere la condanna della PAT su quanto detto entro le prossime due settimane.

Per chi ha già effettuata la domanda di ferie con le modalità da noi indicate in un precedente comunicato non procederemo a nessun altra contestazione e ci rivolgeremo direttamente al giudice. Per i docenti che non l’abbiano ancora fatto daremo indicazioni in proposto.

Come aderire al ricorso

Al ricorso possono aderire:

– tutte le insegnanti delle scuole d’infanzia (sia iscritte che non iscritte al sindacato Delsa)

– le insegnanti che hanno già inviato la richiesta ferie per i mesi di luglio e agosto 2021 (con i giorni non goduti dell’anno 2019-20 e quelli maturati nel 2020-21) con modulo predisposto il mese scorso da Delsa

– le insegnanti che non hanno ancora inviato la richiesta delle ferie maturate nel 2019-20 e 2020-21 e non ancora godute. 

N.B. in quest’ultimo caso, dovrà essere inviato a breve dalle insegnanti un altro modulo, diverso da quello del mese scorso (che verrà fornito dal sindacato) all’amministrazione.

Costi: i costi sono 100€ per gli iscritti e 150€ per i non iscritti.

La quota copre tutte le spese del giudizio di primo grado comprese quelle di eventuale soccombenza.

Link modulo di adesione : https://forms.gle/XD5HMV6m1X3SCduG7

 Per ulteriori chiarimenti si rimanda ai seguenti contatti: 

Email:      segreteria@delsa.org ; amministrazione@delsa.org   

Phone:     –  3888255730                   www.delsa.org

amministrazione@delsa.org

Condizioni generali di adesione