I MAESTRI TRENTINI RAPPRESENTATI DA DELSA SCRIVONO ALLA GIANNINI: “CI SALVI DA ROSSI”

Alcune insegnanti di scuola primaria iscritte al sindacato DELSA,

hanno deciso nei giorni scorsi di scrivere direttamente all’attenzione della Ministra all’Istruzione Stefania Giannini,  invocando un suo deciso intervento sulla gestione Rossi del personale della scuola primaria.

Le docenti, avevano già avvicinato la Ministra in occasione della sua visita di settembre al Liceo Da Vinci, appurando come la stessa fosse all’oscuro della decisione di creare nel solo TRENTINO una fascia di graduatoria totalmente riservata ai maestri laureati in Scienze della formazione primaria, permettendo a ben 250 di questi (molti dei quali appena abilitati e senza alcuna esperienza) di scavalcare in graduatoria le maestre di lungo corso abilitatesi prima di loro con il “vecchio” sistema del diploma magistrale e con anni di servizio alle spalle. Moltissimi poi, i docenti arrivati da fuori regione per l’occasione, approfittando dell’incredibile apertura delle Gae nel solo Trentino. E’ avvenuto così, secondo i dati riportati

Gentile Ministra” si legge nella mail “Lei con disponibilità ed evidente incredulità ci ha ascoltate, chiedendo di essere tenuta aggiornata su quanto avvenuto. Vogliamo ottemperare a questa promessa e soprattutto sollecitare un Suo immediato intervento. (…) ciò ha significato per noi  la perdita pressoché totale di chance lavorative e un ritorno alla precarietà più assoluta che caratterizzava gli albori della nostra esperienza lavorativa. Non parliamo poi dell’umiliazione nel vedere in classe docenti ( molti neo laureati) al nostro posto, dopo che per 15 anni abbiamo prestato appassionato servizio nella scuola trentina. Riteniamo che questo  non sia degno di un paese meritocratico né tantomeno di una “BUONA” scuola che punta alla qualità per i propri docenti e alunni”. 

Proseguono le docenti: “Ci chiediamo come sia possibile che il governatore Rossi possa agire passando avanti persino al Ministero e danneggiandoci apertamente rispetto al resto di Italia dove i laureati in SFP e i diplomati magistrali ante 2002 sono attualmente nella stessa fascia e nella stessa graduatoria. Ciò, sulla base di una sentenza del CONSIGLIO DI STATO che ha obbligato il Miur a non reiterare più alcun tipo di discriminazione tra queste due categorie di docenti”.

Come se non bastasse sulla questione è stata presentata in parlamento una interrogazione a risposta scritta a firma dell’onorevole del Movimento 5 stelle, che attende ancora una risposta da parte della Ministra.

Aspra la bordata riservata dalle docenti anche alla giustizia amministrativa Trentina cui si sono rivolte con altri 200 colleghi: “abbiamo immediatamente fatto ricorso collettivo attraverso il sindacato autonomo DELSA ma nutriamo poche speranza di vittoria, visto che i giudici del Tar  di Trento sono, caso unico in Italia,  per metà di nomina politica“. 

Per poi concludere platealmente:  “L’incredibile paradosso è che una provincia autonoma utilizzi la competenza che lo Stato le ha delegato per danneggiare e squalificare il proprio personale anziché tutelarlo, aggiornarlo e valorizzarlo come risorsa interna del proprio sistema. Ci sentiamo impotenti di fronte a tanto abuso del potere autonomistico e pertanto invochiamo una Sua risposta e un Suo deciso intervento” .

C’è da credere che,  leggendo queste parole, più di un esponente del partito del Governatore Rossi (PATT) accusi qualche bel mal di pancia. Da tempo a Roma non tira certo una buona aria rispetto alle autonomie, staremo a vedere come e se  risponderà la Ministra.

Nel frattempo Sindacato Delsa si è fatto garante dell’accorato appello inviando la missiva direttamente dai suoi uffici e restando a disposizione della Ministra e dei suoi funzionari per qualsiasi delucidazione e/o verifica su quanto affermato dalle docenti.