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DELSA: NO AL CONCORSO PER ABILITATI, SAREBBE L’ENNESIMO ABUSO DI POTERE

OGGETTO: NO AL CONCORSO, SAREBBE L’ENNESIMO ABUSO DI POTERE

Facciamo seguito alla entusiastica proposta della consigliera Bottamedi, la quale pochi giorni fa ha chiesto ed ottenuto in QUESTION TIME la disponibilità del governatore Rossi ad indire un concorso in provincia di Trento, parallelamente a quello nazionale, riservato agli ABILITATI delle graduatorie scolastiche di istituto trentine per dare anche ad essi un (ultimo) canale di reclutamento prima della eliminazione delle graduatorie d’istituto entro cui essi sono attualmente collocati.

La qual proposta arriva naturalmente dopo che la giunta AUTONOMISTA Rossi ha infierito sui propri precari storici e trentini nei modi più disparati e meschini…escludendo i diplomati magistrali trentini dalle GaE e favorendo invece chi si è abilitato dopo e con meno esperienza, indicendo un concorso per l’infanzia aperto a tutta Europa pur avendo nelle proprie graduatorie maestre con più di 15 anni di servizio e dopo aver per bene spiumato economicamente i docenti delle secondarie, i quali attraverso percorsi PAS e TFA pagati di tasca propria e con tanto d’esame di abilitazione finale si vedono ora presi nuovamente in giro. 

 La consigliera ha affermato che il concorso è l’unica strada per entrare nella Pubblica Amministrazione.

Consigliamo alla zelante, nonché transfuga consigliera che si documenti meglio prima di stendere il solito tappeto rosso al presidente Rossi, visto che quanto afferma non è affatto corretto. Per accedere ai posti nella p.a. sono necessarie “procedure selettive”, non necessariamente e strettamente concorsuali, ed in ogni caso ricordiamo che gli abilitati PAS e TFA hanno già sostenuto una procedura selettiva e di fronte a commissioni universitarie, non commissioni nominate dalla giunta provinciale.

Di fronte ai 36 mesi che larga parte dei precari storici collocati da anni nelle g.i.  ha cumulato e di fronte all’OBBLIGO che la P.a. trentina ha di stabilizzare tale personale in prima persona,  chiediamo a gran voce una procedura d’urgenza, che possa risanare le disparità perpetrate, cosa possibile solo attraverso l’adozione di una normativa particolare che la PATpuò benissimo predisporre in virtù della propria autonomia sul reclutamento del personale.

Del resto non serve guardare molto lontano da casa nostra per scorgere un barlume di buon senso: è di questi giorni la notizia che a Bolzano, pare esserci tutta l’ intenzione di inserire PAS, TFA  e Diplomati Magistrali ante 2002 nelle GaE,  purchè essi abbiano 36 mesi di servizio alle dipendenze della stessa provincia. Ciò per limitare accessi da fuori regione, garantendo continuità del personale che da anni opera in provincia, ma anche e soprattutto per adempiere a quello che è un obbligo da parte della amministrazione che al momento è, proprio perché autonoma in materia di gestione del personale scolastico, direttamente imputabile per la non applicazione della direttiva europea sulla stabilizzazione 70/99. 

Con una simile stratificazione di ingiustizie e precariato, sul quale purtroppo si è campato per anni,  sarebbe venuto il momento che l’amministrazione di Trento iniziasse ad esercitare la propria autonomia in modo assennato, magari dialogando con i sindacati che da tempo denunciano la questione! 

Nulla vieta all’amministrazione, essendoci un  obbligo pendente, di iniziare quantomeno a  prendersi un impegno sulla stabilizzazione dei precari, non politico (alle promesse politiche, come sappiamo, non seguono mai i fatti), ma contrattuale.

Quindi restituiamo al mittente la proposta dicendo NO AL CONCORSO prima di un impegno preciso a stabilizzare chi ne ha diritto senza essere sottoposto ad  a ulteriori procedure concorsuali.

Inoltre ricordiamo alla consigliera Bottamedi che sono molti i casi di categorie di dipendenti o singoli dirigenti che sono in ruolo presso la PAT con  procedure di selezione interna o addirittura dirigenti senza concorso per chiamata diretta : si faccia dare i nomi dal presidente Rossi, dovrebbe ricordarli. D’altronde basta guardare al Tar Trento dove due su quattro giudici sono di nomina politica : è questa l’autonomia trentina?  

E’ il momento di cominciare ad essere autonomisti veri in Trentino e non servi sciocchi del sistema politico nazionale!

Abbiamo diverse proposte per uscire da questa situazione di abuso perpetuato e di scelte sbagliate per accondiscendenza alla politica nazionale. Siamo disposti al dialogo ,ma non a tollerare questo uso distorto delle competenze autonomistiche.

Trento 11 dicembre 2015

Mauro Pericolo

Delsa Sindacato Autonomo 

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