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11Ago, 15

Lettera aperta al Presidente Rossi

nonché assessore all’istruzione

 della Provincia Autonoma di Trento

Non intendiamo rispondere in maniere adeguata e tecnicamente completa alle dichiarazioni fatte sulla stampa di ieri (Trento 10 agosto 2015) dal presidente nonché assessore all’istruzione della provincia autonoma di Trento: abbiamo rinunciato da tempo a fargli comprendere le ragioni tecniche oltre che politiche che dovrebbero ispirare un buon amministratore del sistema scolastico trentino.

Ci pare tuttavia indispensabile solo precisare alcune cose:

  • Siamo d’accordo con Lei che nella scuola occorre gente competente e qualificata; infatti, i nostri iscritti sono tutti in possesso di tutoli abilitanti all’esercizio della professione docente. Lei dott. Rossi che titolo ha per gestire la scuola trentina? Che titolo aveva per gestire la sanità trentina? In entrambi i casi abbiamo visto che oltre all’assenza di titolo in proposito era carente anche di idee e progettualità efficaci, oltre che di una conoscenza adeguata dei rispettivi settori. Per cui ci dispiace caro governatore protempore (e ci auguriamo, nell’interesse dell’autonomia trentina, poco-tempore), ma la qualificazione di un settore dovrebbe partire dai vertici, quindi le consigliamo di rivedere il suo impegno almeno nella gestione del sistema pubblico trentino.
  • I precari che hanno diritto alla stabilizzazione non li decide ne lei ne i suoi dirigenti aggregati, ma sono i criteri ed i vincoli normativi a cui è tenuto il datore di lavoro pubblico e privato, a maggior ragione se è un ente con competenze autonome in materia di gestione del personale, il quale risponde direttamente per la mancata applicazione della normativa di settore (una per tutte la direttiva 70/99). A poco infatti, le servirà sciorinare numeri inutili e incongruenti riguardo agli aventi diritto alla stabilizzazione; a poco le servirà ignorare completamente i docenti della scuola dell’infanzia verso i quali la provincia Autonoma di Trento ha una responsabilità di stabilizzazione e di risarcimento danni ancora maggiore, avendo tale settore competenza primaria. Delsa solo dell’infanzia porterà in giudizio oltre 100 docenti con pluriennale esperienza lavorativa e tutti con diritto alla stabilizzazione oltre che al risarcimento di danni subiti per l’abuso dei contratti a termine.
  • A poco le servirà una deliberare per una sorta di riconoscimento di priorità degli abilitati PAS in una 3° fascia nella quale non dovrebbero nemmeno stare. Glielo diciamo oggi, come le dicemmo in tempi non sospetti che non dovevano starci i diplomati magistrali. Ma purtroppo lei si avvale anche della complicità di sindacati che ormai sono affiliati al sistema politico e immeritatamente rivestono la funzione di organizzazioni rappresentative. I PAS e TFA devono andare in GPT (GaE) perché titolari di una qualifica abilitante con valore concorsuale per sua stessa natura. E pensare che c’è addirittura chi vede in questa delibere una vittoria (in romanesco potremmo dire “ma de chè?” ). Ma lei nel suo operato di assessore alla istruzione riesce persino a sbagliare quando è convinto di concedere qualcosa: le sembra logico e congruente utilizzare come termine il primo settembre sapendo che moltissimi abilitandi concluderanno il percorso nel mese di settembre e i contratti a tempo determinato anche per tutto l’anno scolastico partono all’inizio di settembre? Ma con che criteri operate le vostre scelte? Proprio ci viene difficile comprendervi. Ma non si preoccupi dott. Rossi, per questa cosa Delsa sta già provvedendo ad inviare presso i suoi uffici una di quelle cose che non le piacciono per niente: una diffida ad utilizzare questo termine come soglia per il riconoscimento delle abilitazioni che si conseguiranno in corso d’anno.
  • A poco le servirà ignorare le centinaia di richiesta di inclusione in GaE dei diplomati magistrali che l’hanno citata in giudizio per versi riconoscere il proprio titolo di studi per legge abilitante. Ma lei ha la pretese insieme ai suoi dirigenti di definire persino quale titolo sia abilitante e quale no, e si rifiuta di comprendere ciò anche quando a spigarglielo è un organo come il Consiglio di Stato. Che dire, convinto Lei! Noi questa cosa gliela faremo dire dalle sentenze, e spero che Lei non crederà che ci fermeremo al tar trentino!? Anzi colgo l’occasione per comunicarle che è di oggi la richiesta di istanza cautelare al Tar TN per la sospensione di quella IV fascia, emblema della tracotanza e della mala gestione della cosa pubblica degli amministratori dei nostri tempi. Bisognerebbe imporre agli amministratori ed i loro dirigenti nominati di pagare personalmente i danni causati dalle loro gestioni e non farli ricadere sulle tasche dei cittadini, come avviene da troppo tempo e ne vediamo le conseguenze.

Una richiesta gentile governatore.

Visto che Lei dichiara tanto di operare con il principio del merito e crede che tale principio si misuri in maniere prioritario con i concorsi, perché non bandisce un concorso per amministratori della cosa pubblica? Saremmo molto curiosi di verificare le sue prestazioni in proposito, anche per prendere esempio.

E la prego, non si nasconda dietro un troppo comodo quanto insufficiente “ … mi ha eletto la gente..” perché non crediamo che la gente che lo ha votato lo abbia fatto  sapendo che avrebbe assunto un assessorato per quale non aveva alcuna esperienza ed unitamente alla carica di Presidente della Giunta.

Cordialmente

Trento 11 agosto 2015

DELSA

SINDACATO AUTONOMO

Mauro Pericolo

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