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31Lug, 19

“Ha vinto il principio che le procedure concorsuali possono essere
fatte anche senza sostenere esami scritti e orali obbligatori”




Delsa ancora una volta è stata precorritrice ed innovatrice in campo sindacale: Mauro Pericolo (DELSA) già da 5 anni, tra incontri sindacali, articoli sulla stampa e sul web ha  portato avanti la sua linea difensiva a tutela del precariato affermando che si potevano sostenere procedure concorsuali senza esami e soprattutto e che queste erano perfettamente costituzionali e avrebbero consentito legittimamente  a tantissimi insegnanti la messa in ruolo, contrariamente a quanto affermato da molti altri sindacati, dai dirigenti delle pubbliche amministrazioni ed anche dai legali di quest’ultime.

In coro rifiutavano questa tesi affermando che “..non possono esserci procedure concorsuali senza prove scritte ed orali perché ciò è previsto dalla Costituzione…” Da anni, come già detto, il presidente di Delsa ha sostenuto la tesi giuridica che la norma costituzionale in questione condiziona l’immissione in ruolo ad una preventiva PROCEDURA CONCORSUALE  PER EVITARE  LA CHIAMATA DIRETTA, ma lascia all’amministratore decidere modalità e condizioni delle procedure stesse.

Questo meccanismo permette agli amministratori di considerare anche solo i titoli  ed i servizi del personale.

Un principio riconosciuto per prima dall’amministrazione scolastica di Bolzano già nel 2016, poi, dopo tanti scontri e confronti anche molto serrati, anche dall’amministrazione uscente di Trento  nel 2018 ed infine dal governo nazionale in carica con le procedure concorsuali straordinarie per infanzia e primaria.

Oggi, negli ambienti trentini, qualche novello difensore dei precari sbandiera ai quattro venti come grande risultato l’avere formalizzato con un emendamento un principio che noi affermiamo da anni.

Fra l’altro deturpandolo nel suo contenuto. Infatti, le prove colloquio non devono essere annullate, ma solo rese facoltative, non selettive e vincolanti. In questo modo si permette a chi vuole di sottoporsi ad un esame colloquio che potrebbe consentirgli di far emergere competenze aggiunte. Quindi lasciare una scelta a chi vuole acquisire un punteggio maggiore, a  parere di  Pericolo, sarebbe una cosa  giusta.

“Sfugge, inoltre, alla attività politico amministrativa vantata- rimarca Pericolo – che non è stata emendata la legge nella parte in cui non prevede che si prenda in considerazione anche l’anno appena trascorso (18_19) escludendo così molti docenti e soprattutto che, ai fini del punteggio venga valutata l’intera carriera del docente. Infatti, se ciò non viene scritto in  legge, il bando potrebbe non valorizzare adeguatamente il servizio dei precari storici, con grave discriminazione per i precari con 20-25-30-anche 33 anni di servizi. Andrebbe quindi riemendata la norma (la proposta la faremo tramite consiglieri più attenti), inserendo in legge un punteggio aggiuntivo ogni dieci anni di servizio, come avviene nelle GPT, dichiarare espressamente che, ai fini del punteggio,  va considerata tutto il servizio  in qualunque ordine e grado svolto e  consentire a chi vuole di poter sostenere un colloquio integrativo per ulteriore punteggio.

Nessun interesse ovviamente per la scuola primaria trentina, teatro di gravi discriminazioni e di incredibili ritardi gestionali.

Quindi, pur apprezzando l’interesse per i temi del precariato, consigliamo a chi vuole sbandierare vittorie e accaparrarsi meriti oltre misura, magari sottraendoli ai legittimi proprietari,  di approfondire le questioni ed informarsi adeguatamente prima, ciò allo scopo di rendere un servizio più equo ed efficiente per le  persone interessate, senza propagande da network televisivi.

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