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18Set, 15
Gentilissimi iscritti Delsa diplomati magistrali anche 2002,
 
ricorrenti interessati al procedimento in corso presso il Tar Trento di cui il 17 di settembre si è tenuta l'udienza per la istanza cautelare, In ragione delle vs numerose richieste di informazioni, mi preme esprimere mie brevi considerazioni. .
Comprendo le ansie di tutti voi più che motivate e sicuramente fondate sulla giusta preoccupazione di vedersi sottratto il proprio lavoro da chi ha meno diritto di voi di sicuro, oltre ad avere molta meno esperienza.
Ma il problema da definire nella Provincia Autonoma di Trento è qualcosa che va ben al di là di un semplice problema di natura giudiziario, o di una sola questione come quella che vi riguarda più direttamente. È un fatto politico molto complesso, è un insieme di situazioni problematiche che si sono radicate nel corso di questi anni all'interno del sistema autonomistico che consente ai politici, agli amministratori e persino a taluni magistrati di credere che questo sia un ambito territoriale all'interno del quale ci si può comportare in maniera totalmente difforme addirittura in contrasto con quelli che sono i principi e diritti fondamentali delle persone, dei lavoratori sanciti all'interno del nostro sistema nazionale e anche ovviamente del nostro sistema europeo.
Quindi al di là del fatto che non ho ancora ricevuto notizie riguardo all'esito della cautelare (è una questione di minuti, visto che devono comunicarcela entro oggi per PEC ) vi posso garantire che il tempo che si sono presi non serve certamente per riflettere se darci ragione o no, ma servirà soltanto a creare una motivazione a loro modo di vedere plausibile per giustificare la loro già preconcetta scelta. Tempo per tentare di giustificare l'intento di perseguitare ancora una volta le categorie che ritengono di dover escludere da quel sistema autonomistico che sta diventando sempre più massonico negli ambienti del potere ed i loro addentellati. 
Di questo ne sono assolutamente convinto e credo, sappiatelo, che non ci daranno la cautelare, ma non solo non ce la daranno scriveranno cose molto forti e probabilmente ci condanneranno anche alle spese. Questo allo scopo di scoraggiarci e farci desistere dal ns intento. 
Così come è probabile che perderemo anche in primo grado, ma questa battaglia, secondo me, non si vince al Tar Trento ( con metà collegio di nomina politica) ne al giudice del lavoro ( con magistrati radicati da secoli nel circuito sociale e “ culturale” della autonomia di “ Casa Nostra”. 
Ovviamente noi presenteremo il ricorso anche al Giudice del Lavoro chiedendo l’inserimento in terza fascia provinciale, sapendo che anche in questo caso dovremo uscire fuori dalla provincia per vederci riconosciuti i diritti che ci spettano. Ma sappiate che questa battaglia si vincerà soltanto quando arriveremo al Consiglio di Stato e soprattutto la vinceremo politicamente perché la porteremo in Parlamento per denunciare la vigliacca azione che una classe politica sta portando avanti nei confronti di determinate categorie all'interno di questo sistema provinciale autonomistico, con una arroganza silenziosa e spregevole. 
Noi non ci fermeremo come si sono fermati tanti politici che hanno annunciato battaglie che non hanno mai portato a termine. Tanti politici con la funzione, il compito e lauti stipendi per portare avanti le battaglie, si sono arresi e hanno ceduto il passo alla paura di avere le idee fuori dagli schemi imposti dal regime politico autonomistico. 
Noi questa vigliacca ostentazione di forza da parte della Provincia contro una classe di lavoratori precari già sfruttati e trattati a pesci in faccia ( non ci sono altri termini permettetemi di dirlo) dati invece avrebbe dovuto riconoscere loro i sacrifici di anni di servizio fatti su tutto il territorio trentino, riconoscendo loro giustamente il lavoro prestato ed il servizio reso ad un sistema scolastico di cui tanto millantano eccellenze su tutto il territorio nazionale. 
E invece oggi li cacciano dal sistema per dare spazi a categorie protette dal sistema politico amministrativo.
Pertanto carissimi , Ve lo ripeto non aspettiamoci grandi cose, ma non aspettiamoci grandi cose nemmeno il 22 ottobre. 
Invece aspettatevi forti iniziative da parte nostra sia a livello politico, sia a livello sindacale che giudiziario perché questa provincia la porteremo sui banchi parlamentari, se occorre sui banchi parlamentari europei e se occorre ancora le porteremo alla Corte di giustizia europea.
Ma sono certo che la batosta esemplare la prenderanno davanti al Consiglio di Stato per cui abbiate fiducia a tener duro:  noi arriveremo al nostro risultato è questa gente avrà quello che si merita.
Un caro saluto a tutti 
Delsa  --  Mauro Pericolo

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