Gentili iscritti,

riparte la contrattazione in Trentino nel Comparto Scuola; il nuovo anno scolastico ha fatto riemergere in maniera preponderante le problematiche ormai storiche del sistema scolastico trentino e del suo contratto;

Queste ed altre ragioni, di cui buona parte sono negli argomenti all’ordine del giorno, le ragioni alla base delle assemblee provinciali programmate.Le assemblee si terranno online su piattaforma Facebook pagina di DELSA, in basso i link  nelle rispettive locandine per collegamento e  la partecipazione.

ALLEGATO 1   :  ALLEGATO 1 VOLANTINO ASSEMBLEA DELSA 1 DIC 2022 X LE SCUOLE SECONDARIE
 
ALLWGATO 2  :  ALLEGATO 2 VOLANTINO ASSEMBLEA-DELSA-2-DIC-2022-COMUNICAZIONE-SCUOLA-PRIMARIA  

Si ricorda il

Diritto di assemblea

In base all’art. 16 CCPL 29.11.2004 come modificato dall’art. 3 CCPL 5.9.2008 e seguenti:

LexisNexis® CounselLink® is known for being in the forefront when it comes to innovation. We’ve made it our focus to listen to the needs of our customers, and one of the ways that we’ve done this is by hosting a series of regional conferences.
In a previous article on our blog we already discussed creating multiple room types to improve the commercial positioning of your hotel. Using your rooms to merchandise your hotel, will result in auto-upselling by guests, we concluded. But there is more to it. It allows you to build up a comprehensive rate grid with a multitude of price points. Having a wide range of room types at our disposal, with a well defined product variation, allows us to reach different buyer (aka potential guest) budget level.
The Power of Reporting
In the early days of revenue management yield managers used to work with price BAR levels. However this practice in the age of dynamic pricing is a bit outdated. It limits you to work only within a predefined set of rates.But what if there is demand to sell your rooms can sell at a higher price? Or what if you need to go lower during distressed periods.We prefer with a fully flexible pricing matrix, which allows for any rate.
But you can also decide to use your room categories to capture extra occupancy in a low demand period. You can decide not close your basic room categories, and oversell them to capture extra volume. This way you don’t have to adjust your pricing, and stay-through rates are not up and down for each day of the week.


Different states have different rules as to how far in advance they will receive a delayed filing. Usually, the requirement is to file between 30 to 90 days before the desired effective date. So, for business owners wanting an effective date of January 1, 2019, now is an excellent time to check out the rules that apply to them as we’re in that 30- to 90-day window now. Check with your state or contact my team at CorpNet to find out how far in advance you can file.

Scuola. Provincia Autonoma di Trento : stabilizzazione solo per chi è abilitato ed ha 3 anni di servizio negli ultimi 8.

images

Si è tenuto ieri presso il dipartimento della conoscenza l’incontro finalizzato ad anticipare le modalità con le quali verranno eseguite le norme previste in finanziaria trentina per la stabilizzazione dei docenti delle scuole superiori con abilitazione Pas o TFA e gli insegnanti di IRC.

Questo è il piano di stabilizzazione promesso da Rossi.

Un Progetto di stabilizzazione che sarebbe dovuto andare o che vorrebbe andare nella direzione di quanto già realizzato a Bolzano nello scorso anno per venire incontro alle esigenze di servizio e al tempo stesso cercare( sebbene con enorme ritardo) di restare in linea con quanto previsto dalla Direttiva 70/99 che diretta l’uso reiterato dei contratti a tempo determinato.

Le graduatorie riservate pertanto saranno due: GPT e  Graduatorie Provinciali dalle quali si assumerà per un 25% ciascuna, lasciando il rimanente 50% dei posti disponibili alle assunzione tramite concorso (rimangono salve le posizioni di coloro che hanno superato il concorso del 2012 e del 2016).

L’amministrazione in questo modo – secondo Mauro Pericolo di Delsa Sindacato Autonomo – aspira a  ridurre il contenzioso in atto ed a prevenirne ulteriore. Una misura questa che, secondo Pericolo, va incontro solo in parte a questo obiettivo dell’amministrazione, poiché tiene conto, seppur tardivamente, del valore abilitante del titolo Pas e TFA e del servizio prestato dei docenti nella provincia, ma esclude una grossa fetta di personale scolastico che sta svolgendo il proprio servizio con tanto di merito, di capacità, di competenze nel sistema scolastico trentino da anni,  spesso addirittura da decenni e che per la sola mancanza del valore abilitante del titolo oggi rimane completamente fuori da un progetto di stabilizzazione che dovrebbe invece puntare a recuperare il più alto numero possibile di risorse interne al sistema. A questo poi si aggiunge il mancato riconoscimento di titoli abilitanti AFAM ed ITP .

Per quanto riguarda la situazione della scuola primaria tutto rinviato in attesa del contenzioso pendente davanti al Consiglio di Stato la cui udienza finale ha visto un ulteriore rinvio al 26 giugno 2018; un rinvio letto come positivo dall’ufficio legale di Delsa perché evidentemente espressione di una consapevolezza dei giudici di trovarsi di fronte ad un caso giudiziario molto diverso da quello definito con la plenaria del 20 dicembre 2017.

2cb04a_d8cc16de212f42bf98bbee2cc8465fc9 (1)

“Appare, inoltre,  ridicola – sostiene Pericolo di Delsa-  l’idea che il personale scolastico possa essere considerato utile, valido e competente nel momento in cui svolge il servizio e copre esigenze di sistema, per poi ritornare ad essere non più competente, non  più utile e non  più valido quando si tratta di potergli attribuire una certezza di lavoro”.

Pertanto Delsa esprime soddisfazione da un lato per il riconoscimento di una richiesta che parte già dal 2014, da quando solitario questo sindacato chiedeva che il valore abilitante dei titoli fosse idoneo e sufficiente all’immissione in ruolo contro le tesi di tutti, OOSS comprese, che invece ne sostenevano la sola strumentalità di partecipare a concorsi ordinari; dall’altra però lamenta la scarsa sensibilità che l’amministrazione continua a dimostrare verso il lavoro inteso come attività concreta e formativa,  svolta effettivamente sul campo ed alla quale va attribuito un valore indiscutibile, soprattutto quando questa attività protrattasi nel tempo si è dimostrata utile al sistema anche in termini di qualità. Pertanto, “… noi facciamo sapere alla Provincia – dichiara Pericolo – che siamo disposti a ridurre il contenzioso il più possibile, ma certamente non possiamo ignorare le esigenze di tutela di lavoratori che rimangono fuori da questa procedura pur essendo stati DI FATTO strutturali all’interno del sistema per anni ed anni.”

Riguardo alla scuola dell’infanzia, alle scuole professionali ed a tutto il personale ATA per il quale evidentemente ancora non abbiamo chiarezza di posizioni di alcun genere e che non può certamente essere ignorato in questa nuova fase di politica di stabilizzazione, valuteremo le proposte dell’amministrazione non appena saranno rese note.

Ci aspettiamo un impegno da parte dell’amministrazione immediato è chiaro anche per queste categorie di personale che intendiamo tutelare in ogni sede.

Insomma siamo ancora lontani da una significativa riduzione del potenziale contenzioso.

Trento 27 febbraio 2018                                                                                                      Delsa Comunicazioni

Scuola. Provincia Autonoma di Trento : stabilizzazione solo per chi è abilitato ed ha 3 anni di servizio negli ultimi 8.

images

Si è tenuto ieri presso il dipartimento della conoscenza l’incontro finalizzato ad anticipare le modalità con le quali verranno eseguite le norme previste in finanziaria trentina per la stabilizzazione dei docenti delle scuole superiori con abilitazione Pas o TFA e gli insegnanti di IRC.

Questo è il piano di stabilizzazione promesso da Rossi.

Un Progetto di stabilizzazione che sarebbe dovuto andare o che vorrebbe andare nella direzione di quanto già realizzato a Bolzano nello scorso anno per venire incontro alle esigenze di servizio e al tempo stesso cercare( sebbene con enorme ritardo) di restare in linea con quanto previsto dalla Direttiva 70/99 che diretta l’uso reiterato dei contratti a tempo determinato.

Le graduatorie riservate pertanto saranno due: GPT e  Graduatorie Provinciali dalle quali si assumerà per un 25% ciascuna, lasciando il rimanente 50% dei posti disponibili alle assunzione tramite concorso (rimangono salve le posizioni di coloro che hanno superato il concorso del 2012 e del 2016).

L’amministrazione in questo modo – secondo Mauro Pericolo di Delsa Sindacato Autonomo – aspira a  ridurre il contenzioso in atto ed a prevenirne ulteriore. Una misura questa che, secondo Pericolo, va incontro solo in parte a questo obiettivo dell’amministrazione, poiché tiene conto, seppur tardivamente, del valore abilitante del titolo Pas e TFA e del servizio prestato dei docenti nella provincia, ma esclude una grossa fetta di personale scolastico che sta svolgendo il proprio servizio con tanto di merito, di capacità, di competenze nel sistema scolastico trentino da anni,  spesso addirittura da decenni e che per la sola mancanza del valore abilitante del titolo oggi rimane completamente fuori da un progetto di stabilizzazione che dovrebbe invece puntare a recuperare il più alto numero possibile di risorse interne al sistema. A questo poi si aggiunge il mancato riconoscimento di titoli abilitanti AFAM ed ITP .

Per quanto riguarda la situazione della scuola primaria tutto rinviato in attesa del contenzioso pendente davanti al Consiglio di Stato la cui udienza finale ha visto un ulteriore rinvio al 26 giugno 2018; un rinvio letto come positivo dall’ufficio legale di Delsa perché evidentemente espressione di una consapevolezza dei giudici di trovarsi di fronte ad un caso giudiziario molto diverso da quello definito con la plenaria del 20 dicembre 2017.

2cb04a_d8cc16de212f42bf98bbee2cc8465fc9 (1)

“Appare, inoltre,  ridicola – sostiene Pericolo di Delsa-  l’idea che il personale scolastico possa essere considerato utile, valido e competente nel momento in cui svolge il servizio e copre esigenze di sistema, per poi ritornare ad essere non più competente, non  più utile e non  più valido quando si tratta di potergli attribuire una certezza di lavoro”.

Pertanto Delsa esprime soddisfazione da un lato per il riconoscimento di una richiesta che parte già dal 2014, da quando solitario questo sindacato chiedeva che il valore abilitante dei titoli fosse idoneo e sufficiente all’immissione in ruolo contro le tesi di tutti, OOSS comprese, che invece ne sostenevano la sola strumentalità di partecipare a concorsi ordinari; dall’altra però lamenta la scarsa sensibilità che l’amministrazione continua a dimostrare verso il lavoro inteso come attività concreta e formativa,  svolta effettivamente sul campo ed alla quale va attribuito un valore indiscutibile, soprattutto quando questa attività protrattasi nel tempo si è dimostrata utile al sistema anche in termini di qualità. Pertanto, “… noi facciamo sapere alla Provincia – dichiara Pericolo – che siamo disposti a ridurre il contenzioso il più possibile, ma certamente non possiamo ignorare le esigenze di tutela di lavoratori che rimangono fuori da questa procedura pur essendo stati DI FATTO strutturali all’interno del sistema per anni ed anni.”

Riguardo alla scuola dell’infanzia, alle scuole professionali ed a tutto il personale ATA per il quale evidentemente ancora non abbiamo chiarezza di posizioni di alcun genere e che non può certamente essere ignorato in questa nuova fase di politica di stabilizzazione, valuteremo le proposte dell’amministrazione non appena saranno rese note.

Ci aspettiamo un impegno da parte dell’amministrazione immediato è chiaro anche per queste categorie di personale che intendiamo tutelare in ogni sede.

Insomma siamo ancora lontani da una significativa riduzione del potenziale contenzioso.

Trento 27 febbraio 2018                                                                                                      Delsa Comunicazioni

Informativa su emendamenti alla finanziaria presentati in Consiglio Provinciale in materia scolastica dal Consigliere Claudio Cia su NS proposta.

 

Al fine di fare chiarezza e fornire una corretta e certificata informazione sull’attività patrocinata da Delsa in Consiglio Provinciale, forniamo i dati precisi con gli allegati certificati forniti dagli uffici di segreteria del Consiglio Provinciale relativi alle votazioni sugli emendamenti. In allegato in fondo potrete trovare i testi originali degli emendamenti presentasti da Consigliere Claudio Cia (di Agire) nel Gruppo Misto.

Gli emendamenti sono stati votati in data 22/12/2017. Nei relativi documenti si possono verificare anche le singole votazioni. Quindi, per essere più chiari, chi ha votato a favore e chi a contrario. Come da richiesta si allegano i file delle quattro votazioni. Inoltre, è possibile visualizzare tutte le votazioni dei singoli emendamenti sul sito del Consiglio provinciale, facendo la ricerca del disegno di legge e entrando nell’area votazioni.

La presente nota, principalmente per dare corretta e completa informazione dell’attività politico sindacale che la ns organizzazione sta svolgendo, ma anche per smentire false informazioni divulgate nei giorni scorsi da un esponente politico al puro scopo di denigrare il nostro lavoro e del Consigliere che ci ha fornito fattiva e gradita disponibilità per i temi trattati.

Ci piace ricordare a questo signore che al di là della comprensibile competizione tra avversari, nel rispetto di posizioni diverse, rimane comunque un obbligo etico-morale prima ancora che giuridico di rispetto del lavoro altrui e delle persone in quanto tali. Un rispetto che deve essere espressione di una cultura democratica di civiltà ed onesto impegno sociale. Caratteristiche che dovrebbero essere connaturate alla personalità ed il carattere di chi pretende di svolgere ruoli di alto profilo sociale e politico. La menzogna e la mistificazione subdola non sono affatto espressioni di ciò, ma al contrario sono un manifesto segno di bassezza morale e miseria d’animo.

Attraverso la corretta e completa informazione, crediamo di svolgere utile servizio alle persone che in libero esercizio del proprio pensiero siano in grado di distinguere.

 

Trento 3 febbraio 2018               Delsa Comunicazioni

Certificazioni votazioni emendamenti

votazioni ddl. 223 art. 16 em. 3   votazioni ddl n. 223 art. 17 em. 201   votazioni ddl n. 223 art. 17 em. 200  votazioni ddl n. 223 art. 17 em. 188

Testo emendamenti

Emendamento_SCUOLA Emendamento_insegnanti religione Emendamento_docenti di sostegno-doc

 

 

Siglato accordo fra Provincia e sindacati: Rossi cede alle richieste sindacali di maggior impegno sulla scuola.

L’accordFirma-accordo-scuolao siglato ieri   a Trento, presso il palazzo della regione in Piazza Dante tra sindacati della scuola e la Provincia, rappresentata dal presidente e assessore all’istruzione, Ugo Rossi, perviene all’obiettivo di più risorse per i docenti e maggiore flessibilità organizzativa ad invarianza del carico orario attuale.

Un accordo che servirà come base per arrivare alla definizione del nuovo contratto dei docenti.

Oltre alle risorse necessarie a coprire gli aumenti salariali previsti, vengono stanziati ulteriori 4,8 milioni di risorse aggiuntive. “Un apprezzabile risultato – commenta Mauro Pericolo del sindacato DELSA confederato FGU Gilda-  che ripaga, in parte, il lavoro e gli sforzi fatti dai docenti che hanno saputo garantire importanti risultati di sistema. Per quanto ci riguarda siamo soddisfatti per il ruolo di pungolo svolto dalla nostra organizzazione nella gestione del sistema scolastico. Continueremo ed esseri osservatori attenti ed implicabili sostenitori dei diritti della classe docente, in particolare di quelli meno garantiti. Non daremo tregua alle amministrazioni scolastiche tutte, comprese quelle sulle scuole professionali e le federate finché non si giungerà ad un riequilibrio di risorse e di diritti tra precari e docenti di ruolo, in un contesto di efficienza di sistema, ma di equità tra diverse posizioni- continua Pericolo. Il ns obiettivo è l’abbattimento del precariato come inaccettabile piaga sociale ed il riassetto dei diritti nel sistema scuola sia dal punto di vista dei lavoratori dì che degli studenti”.

Nella finanziaria in corso di approvazione molti di questi aspetti potrebbero avere dei significativi cambiamenti. Ricordiamo che saranno discussi anche gli emendamenti presentati dal consigliere Claudio Cia di Agire su ns indicazione

Nell’accordo siglato ieri si conviene che in fase di trattativa con l’A.P.Ra.N. che dovrà aprirsi entro il 20 gennaio 2018 si partirà dai seguenti obiettivi:

Trento 20 dic.  2017                                                                                                      DELSA SINDACATO AUTONOMO

                                                                                                                                                   Confederato FGU GILDA

Assemblee Federazione Gilda Unams –  DELSA del 30 e 31 marzo – Nota di commento DELSA

Scetticismo e cautela assoluta rispetto a ciò che sembra profilarsi all’orizzonte scuola di qui a pochi mesi. A soli due giorni dall’incontro Rossi – Sindacati del 29 marzo sulla questione stabilizzazione e recepimento Buona scuola, sono questi i sentimenti prevalenti tra i docenti trentini che hanno preso parte a due gremite assemblee sindacali indette da Fgu Gilda- Delsa a Trento e Riva del Garda e che sono state presiedute dal Presidente di Delsa Mauro Pericolo.

Gli insegnanti sembrano non fidarsi delle aperture manifestate dall’amministrazione al tavolo del 29 marzo rispetto a stabilizzazione e recepimento “Buona Scuola” e temono qualche spiacevole sorpresa. La crescente preoccupazione è tangibile nelle loro stesse domande; molte, forse troppe, riguardavano i criteri di trasferimento dalla Provincia di Trento al resto di Italia segno che forse, tornare a guardare oltre i confini dell’ Autonomia non sia poi così male, visto che quest’ultima non ha saputo tutelare il proprio personale scolastico come invece si è fatto a pochi chilometri di distanza.

Di fatto, il peso delle scelte operate in ambito scolastico dalla vicina Bolzano si fa sentire e il malcontento tra i professori trentini cresce. Per quale motivo – si chiede Mauro Pericolo – due provincie autonome che dipendono dal medesimo statuto hanno di fatto potuto gestire la questione stabilizzazione in modo diametralmente opposto?

Da una parte Bolzano, che durante la predisposizione della legge 107 sulla “Buona Scuola” , ha pensato bene di intervenire subito, dialogando con il parlamento e con le commissioni legislative, per farsi delegare completamente la gestione del sistema scolastico, assumendosi così “oneri e onori” di gestire la necessaria fase transitoria sulle stabilizzazioni. Ecco che tutti i docenti bolzanini abilitati e con almeno 36 mesi di servizio prestati sulla provincia hanno visto aprirsi le porte delle graduatorie per il ruolo.

Dall’altra parte la Provincia di Trento, che pur godendo dei medesimi strumenti autonomistici di Bolzano, inizia supinamente ad avviare l’iter legislativo per il recepimento della 107, tra gli evidenti malumori dei docenti costretti a trascinare l’amministrazione nelle aule dei tribunali, increduli di fronte ad un inverosimile appiattimento sulle posizioni nazionali ( da parte di una giunta autonomista peraltro) e a provvedimenti addirittura peggiorativi rispetto al resto d’Italia ( basti pensare alla questione Iv fascia primaria e ai docenti Pas trentini ancora bloccati in terza fascia di istituto) .

L’incostituzionalità – afferma Pericolo nel suo intervento – si può rilevare anche in una carenza normativa oltre che in un comportamento dell’amministrazione. Delsa, quindi, interverrà con tutele giudiziarie per gli abilitati e precari trentini qualora queste fossero necessarie: i ricorsi sono strumenti “chirurgici”: non si minacciano, si fanno e basta, quando servono e nel momento giusto”.

Ma l’apertura, o la presa di coscienza, almeno così vuole intenderla il sindacato Delsa, sembra essere arrivata. Una amministrazione nuova sembra essersi affacciata al tavolo della contrattazione lo scorso 29 marzo, con un atteggiamento più dialogante, a tratti disponibile, forse conscia della enorme “cappellata” commessa rispetto a Bolzano in termini di opportunità sfumata, forse rinsavita dopo lo scampato commissariamento dei suoi uffici scolastici.

“Sebbene talune sigle sindacali si siano subito affrettate a bollare l’incontro come – l’ennesimo balletto di parole -, non possiamo non rilevare come questa volta il Presidente un passo avanti lo abbia effettivamente fatto” commenta cauto Mauro Pericolo. “ L’assessore Rossi, si è presentato al tavolo stringendo tra le mani il progetto di modifica del Dpr 405 del 1988 norma di attuazione dello statuto, deciso a chiedere al Parlamento tale modifica al fine di poter avviare, sulla falsa riga di Bolzano, un piano che miri a tutelare e stabilizzare il personale trentino che da anni è impiegato nelle scuole”.

Sul “come” ci sarà molto da discutere ( concorsi “light”? procedure interne riservate? Accesso di diritto per chi ha già tutti i requisiti per la stabilizzazione? ) e su questo i sindacati dovranno vigilare attentamente affinché non si possano creare nuove occasioni di discrimine tra docenti. Ma il “cosa fare” sembra essere finalmente chiaro a tutti, Rossi incluso.

Sindacato Delsa lo aveva già detto tre anni fa, all’aprirsi del contenzioso per i diplomati magistrali ante 2002, ma un’amministrazione sorda, non aveva voluto nemmeno prendere in considerazione l’ ipotesi di sfruttare le prerogative autonomistiche per avviare un iter di stabilizzazione in linea con le richieste europee.

Sindacato Delsa dunque, non può che esprimere soddisfazione, per questa ripartenza, convinto che in parte i meriti siano da ricercarsi anche nella strenua lotta sindacale portata avanti dallo stesso ormai da tre anni e che alla fine sembra aver pagato.

In attesa di vedere i frutti di questi propositi, continuiamo a lavorare per operare le nostre precise proposte su quelli che sono gli argomenti scottanti del recepimento della 107 e che andranno attentamente vagliati.

Ci riferiamo agli effetti e alla determinazione degli ambiti sul personale a tempo determinato ed indeterminato; ai poteri assunti dalla figura del dirigente scolastico, non solo rispetto alla chiamata diretta, ma soprattutto rispetto alla definizione dei progetti di istituto (ossia cosa impareranno i nostri ragazzi); alla contrattazione decentrata che si vorrebbe spostare sugli istituti con possibili discrepanze tra gli stessi; ai vincoli triennali imposti ai docenti dai progetti di istituto e al tipo di flessibilità richiesta; alle ingerenze politiche che di fatto attraverso certi istituti di formazione si stanno insinuando nella formazione degli insegnanti, la quale andrebbe invece mantenuta libera e supportata attraverso un bonus già riconosciuto a livello nazionale.

L’avvio della contrattazione di comparto e la modifica delle norme di attuazione dello Statuto sono l’occasione giusta per intervenire finalmente, dopo tanto stallo, su tutti questi temi. Insomma molta carne al fuoco, sulla quale Delsa, ora giunta al tavolo della contrattazione insieme ad Fgu, potrà attentamente vigilare a tutela di tutti i docenti trentini.

Comunicazioni DELSA

Si è tenuta stamane l’ udienza camerale presso il Consiglio di Stato italiano sulla questione commissariamento degli uffici scolastici trentini, richiesta dallo stesso commissario ad acta dottoressa Daniela Beltrame, alla quale nel dicembre scorso era stato impedito, dagli avvocati della Provincia,  di insediarsi negli uffici della Pat per poter far luce sulla effettiva e corretta esecuzione dell’ordinanza ottenuta già ad agosto 2016 dai maestri diplomati magistrali patrocinati dal Sindacato DELSA.

In un’ udienza “fiume” la VI commissione del consiglio di Stato, presieduta dal presidente Caracciolo in persona, ha rilevato come il procedimento commissariale, con l’ incarico attribuito alla Beltrame,  non si sia concluso nella maniera sperata. Contrariamente a quanto affermato in una nota diffusa in giornata dalla Provincia di Trento,  nel corso dell’udienza è stata rilevata la mancata applicazione dell’ordinanza che purtroppo il commissario non ha potuto certificare in quanto la sua attività commissariale si  è interrotta in maniera anomala come già ampiamente descritto nei mesi scorsi. La prima sede utile infatti, per poter fare delle contestazioni ufficiali, era proprio l’udienza di stamane e quindi smentiamo quanto affermato dal comunicato diffuso dalla PAT secondo cui i nostri ricorrenti non avrebbero contestato l’applicazione dell’ ordinanza.  Ricordiamo altresì che le nostre contestazioni, in via informale, erano già state fatte il 28 di novembre durante le convocazioni per la riassegnazione degli incarichi, tra l’altro riprese dalla stampa il giorno seguente su tutti i quotidiani.

Tornando all’udienza: i giudici di Palazzo Spada, ascoltate le parti in tutte le loro osservazioni e reciproche contestazioni, hanno ritenuto di avvallare l’accordo tra gli avvocati di non procedere con un ulteriore commissariamento che, visti i tempi, si sarebbe avviato nel mese di marzo per poi concludersi solo dopo Pasqua, con il rischio di causare ulteriore danno a docenti e famiglie, ad anno scolastico ormai concluso.

Pertanto, il giudice ha ritenuto di dover rinviare tutte le osservazione e le conclusioni del caso alla udienza finale che si terrà a metà giugno, con l’invito alle parti (in particolare agli avvocati dei ricorrenti) di presentare dettagliatamente le contestazioni inerenti ai danni subiti dai singoli ricorrenti, per le irregolarità e le mancanze riscontrate nell’esecuzione dell’ordinanza emessa. Sarà dunque durante l’udienza finale che vi sarà l’eventuale individuazione di responsabilità risarcitorie in capo alla Provincia nei confronti dei ben 164 ricorrenti patrocinati da Delsa.

“Abbiamo ritenuto inutile se non addirittura dannoso, insistere su un’ulteriore procedura commissariale visto l’ormai avanzato avvio dell’anno scolastico” -spiega Mauro pericolo presidente di Delsa,-  “Il nostro è un atto di doverosa responsabilità, per non creare ulteriori danni al sistema scolastico già duramente provato da questa vicenda. Ora, ci concentreremo sulla quantificazione dei danni professionali e personali subiti dai nostri assistiti, perché questo è quanto il giudice ci ha esortato a fare.

Auspichiamo che, approssimandosi la  conclusione del procedimento,  giunga un segnale di disponibilità da parte della PAT a trovare soluzioni politico sindacali che possano evitare l’avvio di ulteriori nostre procedure giudiziarie per tutti quei docenti che ancora non hanno ricevuto tutela adeguata. In particolare ci riferiamo ai tanti insegnanti della scuola dell’infanzia che attendono da anni la stabilizzazione, ai docenti abilitati PAS ( percorsi abilitanti speciali) e TFA ( tirocinio formativo attivo) attualmente fuori dalle graduatorie e a tutti i diplomati magistrali abilitatisi con il vecchio ordinamento, non ancora inclusi nelle graduatorie per titoli trentine”.

SINDACATO D.E.L.S.A.

(Diritti Europei dei Lavoratori Sindacato Autonomo)

Via Don Leone Serafini 19/A 38121  Martignano (TN) – tel. 0461/092271

Per dichiarazioni Mauro Pericolo (Presidente Delsa e referente sindacale)tel. 347 7677449

 

 

Si è tenuta stamane l’ udienza camerale presso il Consiglio di Stato italiano sulla questione commissariamento degli uffici scolastici trentini, richiesta dallo stesso commissario ad acta dottoressa Daniela Beltrame, alla quale nel dicembre scorso era stato impedito, dagli avvocati della Provincia,  di insediarsi negli uffici della Pat per poter far luce sulla effettiva e corretta esecuzione dell’ordinanza ottenuta già ad agosto 2016 dai maestri diplomati magistrali patrocinati dal Sindacato DELSA.

In un’ udienza “fiume” la VI commissione del consiglio di Stato, presieduta dal presidente Caracciolo in persona, ha rilevato come il procedimento commissariale, con l’ incarico attribuito alla Beltrame,  non si sia concluso nella maniera sperata. Contrariamente a quanto affermato in una nota diffusa in giornata dalla Provincia di Trento,  nel corso dell’udienza è stata rilevata la mancata applicazione dell’ordinanza che purtroppo il commissario non ha potuto certificare in quanto la sua attività commissariale si  è interrotta in maniera anomala come già ampiamente descritto nei mesi scorsi. La prima sede utile infatti, per poter fare delle contestazioni ufficiali, era proprio l’udienza di stamane e quindi smentiamo quanto affermato dal comunicato diffuso dalla PAT secondo cui i nostri ricorrenti non avrebbero contestato l’applicazione dell’ ordinanza.  Ricordiamo altresì che le nostre contestazioni, in via informale, erano già state fatte il 28 di novembre durante le convocazioni per la riassegnazione degli incarichi, tra l’altro riprese dalla stampa il giorno seguente su tutti i quotidiani.

Tornando all’udienza: i giudici di Palazzo Spada, ascoltate le parti in tutte le loro osservazioni e reciproche contestazioni, hanno ritenuto di avvallare l’accordo tra gli avvocati di non procedere con un ulteriore commissariamento che, visti i tempi, si sarebbe avviato nel mese di marzo per poi concludersi solo dopo Pasqua, con il rischio di causare ulteriore danno a docenti e famiglie, ad anno scolastico ormai concluso.

Pertanto, il giudice ha ritenuto di dover rinviare tutte le osservazione e le conclusioni del caso alla udienza finale che si terrà a metà giugno, con l’invito alle parti (in particolare agli avvocati dei ricorrenti) di presentare dettagliatamente le contestazioni inerenti ai danni subiti dai singoli ricorrenti, per le irregolarità e le mancanze riscontrate nell’esecuzione dell’ordinanza emessa. Sarà dunque durante l’udienza finale che vi sarà l’eventuale individuazione di responsabilità risarcitorie in capo alla Provincia nei confronti dei ben 164 ricorrenti patrocinati da Delsa.

“Abbiamo ritenuto inutile se non addirittura dannoso, insistere su un’ulteriore procedura commissariale visto l’ormai avanzato avvio dell’anno scolastico” -spiega Mauro pericolo presidente di Delsa,-  “Il nostro è un atto di doverosa responsabilità, per non creare ulteriori danni al sistema scolastico già duramente provato da questa vicenda. Ora, ci concentreremo sulla quantificazione dei danni professionali e personali subiti dai nostri assistiti, perché questo è quanto il giudice ci ha esortato a fare.

Auspichiamo che, approssimandosi la  conclusione del procedimento,  giunga un segnale di disponibilità da parte della PAT a trovare soluzioni politico sindacali che possano evitare l’avvio di ulteriori nostre procedure giudiziarie per tutti quei docenti che ancora non hanno ricevuto tutela adeguata. In particolare ci riferiamo ai tanti insegnanti della scuola dell’infanzia che attendono da anni la stabilizzazione, ai docenti abilitati PAS ( percorsi abilitanti speciali) e TFA ( tirocinio formativo attivo) attualmente fuori dalle graduatorie e a tutti i diplomati magistrali abilitatisi con il vecchio ordinamento, non ancora inclusi nelle graduatorie per titoli trentine”.

SINDACATO D.E.L.S.A.

(Diritti Europei dei Lavoratori Sindacato Autonomo)

Via Don Leone Serafini 19/A 38121  Martignano (TN) – tel. 0461/092271

Per dichiarazioni Mauro Pericolo (Presidente Delsa e referente sindacale)tel. 347 7677449

 

 

consiglio di stato foto

COMUNICATO STAMPA/Trento,  5 gennaio 2017

“Il commissariamento è solo un’ipotesi eventuale (..) non c’è stata alcuna scorrettezza da parte dell’amministrazione provinciale visto che è stata seguita una procedura collaudata”.

Rispondeva così Ugo Rossi sulla stampa,  lo scorso 29 novembre, dopo che il Sindacato Delsa aveva invocato il commissariamento dei  “suoi” uffici scolastici, denunciando gravi irregolarità durante la ri-assegnazione delle cattedre ai docenti che avevano ricorso al Consiglio di Stato ottenendo l’inserimento con riserva nelle graduatorie per titoli trentine della scuola primaria .

I fatti avvenuti in seguito però, smentiscono il governatore Rossi e le sue rassicurazioni.

Dopo aver valutato le osservazioni presentate dal Sindacato sulle contestatissime convocazioni di novembre nelle quali si sarebbero verificate irregolarità durante le assegnazioni degli incarichi, nonché aver analizzato la documentazione presentata dalla stessa Provincia sulla presunta attuazione delle ordinanze, il commissario ad acta Dott.ssa Daniela Beltrame, ha deciso di presentarsi eccome presso il Dipartimento della conoscenza trentino e lo ha fatto, per la precisione, il 12 dicembre scorso informando il dipartimento del suo arrivo tramite PEC.

Nominata dalla VI sez. del Consiglio di Stato direttamente dagli Uff. scolastici regionali del Veneto per sovrintendere alla corretta ottemperanza delle ordinanze emesse dal Consiglio di Stato in favore dei maestri rappresentati da Delsa, la Beltrame nella sua stringata quanto perentoria comunicazione alla Pat, diceva che si sarebbe insediata insieme ad un suo stretto collaboratore, dalle ore 10.00 del giorno 12 dicembre richiedendo espressamente che gli uffici scolastici trentini e determinati suoi dipendenti fossero formalmente “ a disposizione dello Scrivente Commissario ad acta per tutto il tempo necessario alle attività che dovranno essere svolte come Organo Ausiliario del Consiglio di Stato”.

Presentatasi in via Gilli, al fine di sollevare formalmente dalla competenza sulla questione  la dirigente generale del dipartimento dott.ssa Livia Ferrario, il commissario però è stato trattenuto in attesa dell’arrivo dell’avvocato della provincia Pedrazzoli il quale, contestando presunte mancanze di documentazione, lo poneva nella condizione di non poter utilmente insediarsi negli uffici per espletare il suo mandato.

Immediata la reazione della Beltrame, che ha subito stilato un’ approfondita relazione, indirizzata al Presidente della VI sez. del Consiglio di Stato, nella quale senza mezzi termini denuncia:

lo scrivente Commissario ad Acta ha rilevato un’oggettiva mancanza di trasparenza, tale da rendere impossibile la valutazione dell’avvenuta o non avvenuta esecuzione corretta e completa all’Ordinanza n.3377/2016. ( ..) lo scrivente fa presente che la documentazione depositata dalla Provincia è assolutamente lacunosa, parziale, incongruente e inidonea a rivelare lo stato dell’attuazione dell’Ordinanza cautelare. Pertanto ci si permette di suggerire a codesto collegio di ordinare un’adeguata attività istruttoria da parte dell’Amministrazione intimata

Dal Consiglio di Stato la risposta non ha tardato ad arrivare. E’ stato lo stesso Presidente della VI a rispondere convocando formalmente per il prossimo 23 febbraio una Camera di Consiglio a porte chiuse nell’ambito della quale l’avvocatura della Provincia di Trento, nonché le controparti, saranno sentite per valutare il da farsi.

Molti gli scenari che potrebbero profilarsi ora. Dalla prosecuzione del commissariamento, questa volta sotto l’egida dello stesso Prefetto, fino a quello dell’invio del fascicolo alla Procura della Repubblica per individuare responsabilità personali sulla vicenda nonché valutare i danni arrecati ai ricorrenti dal protrarsi della vicenda.

“Vi è la concreta possibilità di dover risarcire economicamente ben 164 docenti  per i danni professionali e morali perpetrati su di loro” commenta Mauro Pericolo “ci sarà poi da stabilire chi dovrà rispondere personalmente per il danno causato all’erario  dall’intera vicenda (tra questi anche l’assessore all’istruzione Ugo Rossi) visto che un esposto alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti è già pronto per essere depositato con il resoconto dettagliato dell’operato dell’amministrazione dal 5 agosto al 28 novembre 2016,  data in cui  le convocazioni che avrebbero dovuto essere “riparatorie” nei confronti dei nostri ricorrenti, si sono trasformate nella ennesima occasione di offesa alla loro intelligenza e dignità professionale” .

Cattedre “occultate” – denunciava il sindacato –  su un maxischermo che non riportava in modo trasparente tutti gli incarichi disponibili e docenti che ignari rinunciavano convinti che non vi fosse nulla di realmente appetibile da scegliere, mentre invece gli incarichi più vantaggiosi ricomparivano all’avvicinarsi al bancone dei non ricorrenti. Tutto documentato e pronto per essere depositato agli organi competenti a valutarne le diverse rilevanze.

“Il rifiuto di sottoporsi alla lente di ingrandimento del commissariamento è la più acclarata dimostrazione di una gestione personalistica, supponente e arrogante di questa amministrazione, con profili quasi anarchici”- questo il commento di Mauro Pericolo sulla vicenda- “Insistendo nell’adottare procedure imbrogliate e ombrate per vanificare il diritto dei ricorrenti, hanno finito per indispettire anche chi quella ordinanza l’ha emessa: niente meno che i giudici di Palazzo Spada, che ora vorranno davvero vederci chiaro e finalmente dare concreta ed effettiva esecuzione all’ordinanza emessa già i primi di agosto.

Dal canto nostro, auspicando che finalmente una figura terza ed imparziale possa gestire la questione e che certi Dirigenti vengano finalmente allontanati dal Dipartimento all’istruzione,  un’ unica e corale richiesta: GIUSTIZIA e dunque dimissioni di chi si è reso responsabile .

In primis, dell’assessore Ugo Rossi e poi di tutto lo staff che a sua volta è corresponsabile di questa vicenda. Questo davvero sarebbe il minimo, per ridare certezza di trasparenza ,competenza ed obbiettività nella gestione della cosa pubblica ai cittadini, che sono costretti ancora una volta ad uscire dai confini provinciali per vedersi riconosciuti i loro diritti. Questa vicenda ha disegnato il profilo di una autonomia che è diventa strumento di potere politico per pochi e non più garanzia di progresso e di crescita per i cittadini”.

 

 SINDACATO D.E.L.S.A.

(Diritti Europei dei Lavoratori Sindacato Autonomo)

Via Don Leone Serafini 19/A 38121  Martignano (TN) – tel. 0461/092271

Per dichiarazioni Mauro Pericolo (Presidente Delsa e referente sindacale)tel. 347 7677449

 

consiglio di stato foto

COMUNICATO STAMPA/Trento,  5 gennaio 2017

“Il commissariamento è solo un’ipotesi eventuale (..) non c’è stata alcuna scorrettezza da parte dell’amministrazione provinciale visto che è stata seguita una procedura collaudata”.

Rispondeva così Ugo Rossi sulla stampa,  lo scorso 29 novembre, dopo che il Sindacato Delsa aveva invocato il commissariamento dei  “suoi” uffici scolastici, denunciando gravi irregolarità durante la ri-assegnazione delle cattedre ai docenti che avevano ricorso al Consiglio di Stato ottenendo l’inserimento con riserva nelle graduatorie per titoli trentine della scuola primaria .

I fatti avvenuti in seguito però, smentiscono il governatore Rossi e le sue rassicurazioni.

Dopo aver valutato le osservazioni presentate dal Sindacato sulle contestatissime convocazioni di novembre nelle quali si sarebbero verificate irregolarità durante le assegnazioni degli incarichi, nonché aver analizzato la documentazione presentata dalla stessa Provincia sulla presunta attuazione delle ordinanze, il commissario ad acta Dott.ssa Daniela Beltrame, ha deciso di presentarsi eccome presso il Dipartimento della conoscenza trentino e lo ha fatto, per la precisione, il 12 dicembre scorso informando il dipartimento del suo arrivo tramite PEC.

Nominata dalla VI sez. del Consiglio di Stato direttamente dagli Uff. scolastici regionali del Veneto per sovrintendere alla corretta ottemperanza delle ordinanze emesse dal Consiglio di Stato in favore dei maestri rappresentati da Delsa, la Beltrame nella sua stringata quanto perentoria comunicazione alla Pat, diceva che si sarebbe insediata insieme ad un suo stretto collaboratore, dalle ore 10.00 del giorno 12 dicembre richiedendo espressamente che gli uffici scolastici trentini e determinati suoi dipendenti fossero formalmente “ a disposizione dello Scrivente Commissario ad acta per tutto il tempo necessario alle attività che dovranno essere svolte come Organo Ausiliario del Consiglio di Stato”.

Presentatasi in via Gilli, al fine di sollevare formalmente dalla competenza sulla questione  la dirigente generale del dipartimento dott.ssa Livia Ferrario, il commissario però è stato trattenuto in attesa dell’arrivo dell’avvocato della provincia Pedrazzoli il quale, contestando presunte mancanze di documentazione, lo poneva nella condizione di non poter utilmente insediarsi negli uffici per espletare il suo mandato.

Immediata la reazione della Beltrame, che ha subito stilato un’ approfondita relazione, indirizzata al Presidente della VI sez. del Consiglio di Stato, nella quale senza mezzi termini denuncia:

lo scrivente Commissario ad Acta ha rilevato un’oggettiva mancanza di trasparenza, tale da rendere impossibile la valutazione dell’avvenuta o non avvenuta esecuzione corretta e completa all’Ordinanza n.3377/2016. ( ..) lo scrivente fa presente che la documentazione depositata dalla Provincia è assolutamente lacunosa, parziale, incongruente e inidonea a rivelare lo stato dell’attuazione dell’Ordinanza cautelare. Pertanto ci si permette di suggerire a codesto collegio di ordinare un’adeguata attività istruttoria da parte dell’Amministrazione intimata

Dal Consiglio di Stato la risposta non ha tardato ad arrivare. E’ stato lo stesso Presidente della VI a rispondere convocando formalmente per il prossimo 23 febbraio una Camera di Consiglio a porte chiuse nell’ambito della quale l’avvocatura della Provincia di Trento, nonché le controparti, saranno sentite per valutare il da farsi.

Molti gli scenari che potrebbero profilarsi ora. Dalla prosecuzione del commissariamento, questa volta sotto l’egida dello stesso Prefetto, fino a quello dell’invio del fascicolo alla Procura della Repubblica per individuare responsabilità personali sulla vicenda nonché valutare i danni arrecati ai ricorrenti dal protrarsi della vicenda.

“Vi è la concreta possibilità di dover risarcire economicamente ben 164 docenti  per i danni professionali e morali perpetrati su di loro” commenta Mauro Pericolo “ci sarà poi da stabilire chi dovrà rispondere personalmente per il danno causato all’erario  dall’intera vicenda (tra questi anche l’assessore all’istruzione Ugo Rossi) visto che un esposto alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti è già pronto per essere depositato con il resoconto dettagliato dell’operato dell’amministrazione dal 5 agosto al 28 novembre 2016,  data in cui  le convocazioni che avrebbero dovuto essere “riparatorie” nei confronti dei nostri ricorrenti, si sono trasformate nella ennesima occasione di offesa alla loro intelligenza e dignità professionale” .

Cattedre “occultate” – denunciava il sindacato –  su un maxischermo che non riportava in modo trasparente tutti gli incarichi disponibili e docenti che ignari rinunciavano convinti che non vi fosse nulla di realmente appetibile da scegliere, mentre invece gli incarichi più vantaggiosi ricomparivano all’avvicinarsi al bancone dei non ricorrenti. Tutto documentato e pronto per essere depositato agli organi competenti a valutarne le diverse rilevanze.

“Il rifiuto di sottoporsi alla lente di ingrandimento del commissariamento è la più acclarata dimostrazione di una gestione personalistica, supponente e arrogante di questa amministrazione, con profili quasi anarchici”- questo il commento di Mauro Pericolo sulla vicenda- “Insistendo nell’adottare procedure imbrogliate e ombrate per vanificare il diritto dei ricorrenti, hanno finito per indispettire anche chi quella ordinanza l’ha emessa: niente meno che i giudici di Palazzo Spada, che ora vorranno davvero vederci chiaro e finalmente dare concreta ed effettiva esecuzione all’ordinanza emessa già i primi di agosto.

Dal canto nostro, auspicando che finalmente una figura terza ed imparziale possa gestire la questione e che certi Dirigenti vengano finalmente allontanati dal Dipartimento all’istruzione,  un’ unica e corale richiesta: GIUSTIZIA e dunque dimissioni di chi si è reso responsabile .

In primis, dell’assessore Ugo Rossi e poi di tutto lo staff che a sua volta è corresponsabile di questa vicenda. Questo davvero sarebbe il minimo, per ridare certezza di trasparenza ,competenza ed obbiettività nella gestione della cosa pubblica ai cittadini, che sono costretti ancora una volta ad uscire dai confini provinciali per vedersi riconosciuti i loro diritti. Questa vicenda ha disegnato il profilo di una autonomia che è diventa strumento di potere politico per pochi e non più garanzia di progresso e di crescita per i cittadini”.

 

 SINDACATO D.E.L.S.A.

(Diritti Europei dei Lavoratori Sindacato Autonomo)

Via Don Leone Serafini 19/A 38121  Martignano (TN) – tel. 0461/092271

Per dichiarazioni Mauro Pericolo (Presidente Delsa e referente sindacale)tel. 347 7677449

 

concorso jpg

 

COMUNICATO STAMPA/Trento,  30 dicembre 2016

OGGETTO: CONTESTAZIONE CONCORSO PAT PER FUNZIONARI UNDER 32

Facendo seguito ai comunicati stampa diramati nella giornata del 29 dicembre 2016 con i quali la giunta autonomista Rossi ha annunciato l’indizione nel 2017 di una selezione concorsuale per funzionari pubblici rigorosamente sotto i 32 anni di età, il Sindacato Delsa intende denunciare quanto segue.

L’apposizione di un limite di età (nello specifico si parla di soli 32 anni)  nell’ambito di una  procedura concorsuale volta alla ricerca di personale da impiegare nella pubblica amministrazione è senza mezzi termini: illegittima, illogica e discriminatoria.

Facciamo presente che secondo l’art. 3, comma sesto, della legge 15 maggio 1997, n. 127 “la partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non è soggetta a limiti di età…” ). Numerosissime sono, a tal proposito, le sentenze emesse dal Consiglio di stato, dalla Corte Costituzionale e dalla Corte Europea.

Forse l’amministrazione Rossi ignora, o ritiene di poter disapplicare l’art. 3 della COSTITUZIONE, l’ art. 14 CEDU ( convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo), nonché  il divieto di discriminazione per età contenuto nelle direttive 2000/43/CE  e 2000/78/CE?

Per queste norme, evidentemente imperative anche sul territorio trentino, sono previste delle eccezioni solo per i concorsi nelle forze dell’ordine per evidenti ragioni  “connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell’amministrazione”. 

A questo punto o il governatore sta pensando di “militarizzare” il sistema pubblico trentino o, più verosimilmente, questa giunta con evidente arroganza, opera pensando di avere tra le mani una sorta di “stato nello stato”, completamente avulso dal contesto legislativo nazionale ed europeo che, lo si ricorda per qualche distratto amministratore, è ancora uno stato di diritto fortunatamente.

Eppure questa “geniale” trovata proposta del presidente Ugo Rossi,  punta proprio, citando il comunicato stampa della Provincia, allo “svecchiamento” della macchina amministrativa provinciale ed è stata al centro di una decisione assunta nell’ultima riunione di  Giunta di quest’anno.

Ma cosa dovrebbero dire i centinaia di potenziali candidati che seppur perfettamente rispondenti ai profili richiesti in virtù dei loro percorsi di laurea, si vedono ora negata la possibilità di concorrere ad un posto in PAT per supposto limite di età? Ciò naturalmente, dopo aver atteso invano per anni che la stessa Provincia indicesse una procedura di selezione! Può davvero un trentaquattrenne o un quarantacinquenne essere ritenuto troppo “vecchio” per spendere la propria professionalità nelle stanze della PAT?

Tutto ciò assomiglia davvero ad una presa in giro, di cattivo gusto si intende.

Sindacato Delsa annuncia pertanto che intende contestare tale limite di selezione poiché anti costituzionale e avulso dalle norme costituzionali, dalle direttive europee e dalle leggi nazionali applicative delle medesime. Lo faremo in concomitanza della nascita per il 2017 di una nuova branca del nostra Organizzazione : DELSA CONS che mira a tutelare i consumatori e in generale tutti i cittadini direttamente e indirettamente interessati al rispetto dei trattati dell’ U.E., a cui tutti, Rossi compreso, devono sottostare.

 

Segreteria Delsa

 

 

 

A fronte delle dichiarazioni rese sui quotidiani locali in data odierna dall’assessore all’istruzione U. Rossi e inerenti l’inserimento dei nostri ricorrenti nella graduatoria di quarta fascia della scuola primaria, sindacato Delsa intende dare immediata replica, ritenendo le stesse a più riprese ambigue e non corrispondenti al reale andamento dei fatti.

Nello specifico l’assessore ha dichiarato ( e citiamo esclusivamente i suoi virgolettati) di aver  “iniziato da metà agosto a lavorare per ottemperare all’ordinanza del 5 agosto”.

Sindacato Delsa ribadisce come la Provincia per l’intero mese di agosto ( tempo più che sufficiente per provvedere all’integrazione della graduatoria)  non solo non abbia affatto aggiornato la graduatoria con i nominativi dei ricorrenti,  ma abbia attivato la procedura di inclusione dei nostri assistiti solo a “giochi fatti”, ossia dopo il 31 agosto, giorno in cui ha assegnato gli incarichi ai soli laureati.

La procedura di inserimento per i nostri ricorrenti, apertasi guarda caso solo  il 1 settembre, si è così conclusa a scuola già avviata, nonostante l’ordinanza cautelare (ossia urgente) del 5 agosto fosse tesa proprio ad evitare l’assegnazione delle cattedre da una graduatoria potenzialmente illegittima.

Inevitabile, dunque, che venisse richiesto l’intervento immediato del Consiglio di Stato; il fatto che il Presidente di una piccola provincia italiana si permetta bollare come  “inutile” attraverso le pagine dei giornali, l’ordinanza esecutiva sopraggiunta nella giornata di ieri, con cui il CONSIGLIO DI STATO lo ha  di fatto minacciato del commissariamento in caso di inadempienza,  la dice lunga sulla mancanza di rispetto che Rossi ha nei confronti  dell’organismo istituzionale che in questo caso ha preso le difese  dei lavoratori trentini e che , lo ricordiamo , oltre ad essere anche organo consultivo per la Presidenza della Repubblica e del Consiglio dei Ministri è anche ultimo grado della giurisdizione amministrativa; in pratica il Consiglio di Stato è secondo solo alla Corte Costituzionale nel ramo amministrativo. Inoltre ci preme ricordare che i tribunali sono luoghi di giustizia a differenza di molte aule politiche, quindi noi diciamo:  per fortuna che certe questioni si possono risolvere nelle aule dei tribunali, invece che in quelle della politica!

Alla mancanza di rispetto nei confronti dei nostri assistiti invece,  siamo abituati da tempo. Il Presidente non perde infatti  occasione per bollarli dalle pagine dei giornali come “meno competenti e titolati” rispetto alle laureate,  e questo nonostante siano regolarmente abilitati per l’insegnamento e per giunta a loro volta quasi tutti laureati presso altre facoltà (  sociologia, lingue, psicologia, fisica…).  Ma per queste lauree, per gli sforzi e il tempo speso non c’è alcuna considerazione ne tanto meno riconoscimento di merito in termini di punteggi. Per gli incarichi negati, il Presidente non si dispiace e non ha alcuna parola di scuse, pur dovendo essere nel suo ruolo istituzionale il Presidente di “tutti” , invece che parteggiare per  l’una o l’altra categoria. 

L’unica cosa per cui Rossi esprime  rammarico è  sul fatto che dovrà “chiamare 164 insegnanti e dire loro che dovranno lasciare il posto ai ricorrenti”, ma la verità è che tutto questo caos è la diretta  conseguenza delle sue stesse decisioni. Se 164 docenti perderanno il posto non sarà per via del ricorso, ma solo ed esclusivamente a causa della sua inspiegabile scelta di proseguire come nulla fosse sulla sua strada ignorando i segnali che a più riprese lo invitavano a fermarsi. Del resto, la  stessa decisione di affidare ai docenti ( laureati e non) gli incarichi “con riserva” a inizio anno, è la prova provata che l’assessore sapeva bene che sarebbe potuta sopraggiungere in corso d’anno una ordinanza che avrebbe ribaltato tutto.

All’opposto, se invece l’ordinanza fosse stata eseguita nella  sua limpida chiarezza, inserendo i docenti con riserva, tutti sarebbero rimasti al loro posto. Questo,  anche nell’interesse  dei ragazzi nelle scuole oltre che in quello dei lavoratori. In questa vicenda sono tutti vittime delle sue scelte ( ricorrenti, laureati, alunni e famiglie) e ci sorprende che l’assessore non ravveda alcuna responsabilità di tipo tecnico! Se davvero come dice  “le responsabilità sono mie come assessore e Presidente” prendiamo atto della sua dichiarazione e lo invitiamo a seguito della stessa a considerare caldamente l’ipotesi di dimissioni dall’assessorato all’istruzione.

Segreteria Delsa 

«Nella serata di ieri il presidente Rossi ha riferito sul rischio di commissariamento della scuola trentina, conseguenza dalle scelte sue e dei dirigenti di sua fiducia. Ne è scaturita una serie di affermazioni discutibili cui non è stato possibile ribattere in aula dato che il presidente Dorigatti ha pensato bene di chiudere la seduta senza concedere repliche.

Vediamole una per una:

1. Rossi ha sostenuto che non sarebbe in corso alcun iter di commissariamento e che l’ordinanza del Consiglio di Stato sarebbe inutile. Ciò perché ci si aspettava la decisione di reinserire i docenti quindi ci si era preparati prima all’eventualità di doverlo fare. Qui pare proprio che la logica faccia difetto. Visto che per evitarlo si ottempera ora all’ordinanza (del 5 agosto), il rischio commissariamento c’è eccome. E a sua volta l’ordinanza (la seconda) non è affatto “inutile”. Senza di essa infatti il presidente e i suoi dirigenti avrebbero potuto lasciare senza lavoro i 164 insegnanti cui lo avevano tolto. Appurato ciò, la domanda è semplice: Rossi dice queste cose per nascondere la verità oppure perché non sa di cosa parla? Entrambe le ipotesi sono inquietanti.

  1. A Rossi “spiace molto” per gli insegnanti laureati che dovranno “lasciare il posto ai ricorrenti”. Magari potrebbe dispiacersi anche per questi ultimi che di colpo si sono visti togliere lavoro e diritti ed hanno dovuto adire le vie legali a spese proprie per tutelarsi dalle decisioni del loro stesso datore di lavoro. Naturale e giusto dispiacersi anche per chi è stato illuso di poter accedere ad posto di lavoro e poi lo perde. Non ha colpe, subisce un danno ed ha pienamente ragione di lagnarsene. Ma se andiamo a vedere bene, di chi è la responsabilità? Al momento di chi con le proprie decisioni ha generato la situazione in questione.
  2. Rossi ha affermato (giustamente) di confidare nella valutazione nel merito. Peccato che, a quanto si capisce, la sua idea sarebbe stata quella di lasciare le graduatorie così come stanno (dato che secondo quanto affermato in aula nella seduta del 14 settembre la Provincia aveva già “ottemperato” alla prima ordinanza) con tutte le conseguenze del caso, fino al giugno 2017. E proprio su questa interpretazione è intervenuta la seconda (“inutile”) ordinanza, statuendo che gli atti posti in essere dalla Provincia “risultano elusivi del predetto decisum cautelare”, ovvero di quanto deciso dal Consiglio di Stato il 5 agosto.
  3. Il presidente Rossi ha giustificato la scelta di escludere i ricorrenti dalle prime convocazioni con il fatto che era necessario acquisire le domande di inserimento in graduatoria. Si dimentica di dire che gli insegnanti che oggi è costretto suo malgrado a rimettere in pista avevano già presentato tutto quanto richiesto fin dalla prima costituzione della famosa quarta fascia. Le informazioni erano già disponibili in Provincia e la scelta di chiederle di nuovo appare solo come una tattica dilatoria.
  4. Il presidente Rossi sostiene esistano solo responsabilità politiche che egli si assume. È giusto che chi comanda si faccia carico delle conseguenze di scelte sbagliate ma anche un bambino sa che alla base ci sono pareri, indirizzi e consigli che arrivano da chi dirige la scuola trentina. La “responsabilità tecnica” quindi esiste eccome, a prescindere dagli ordini del presidente. Appurato questo aspetto, va chiarito un altro punto: bene l’assunzione di responsabilità, ma ad essa devono seguire provvedimenti. Troppo comodo dire “è colpa mia” tanto poi non succede niente. Rossi o chi per lui ha sbagliato? Se ne traggano le conseguenze»

Cons. prov. Filippo Degasperi

Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

«Nella serata di ieri il presidente Rossi ha riferito sul rischio di commissariamento della scuola trentina, conseguenza dalle scelte sue e dei dirigenti di sua fiducia. Ne è scaturita una serie di affermazioni discutibili cui non è stato possibile ribattere in aula dato che il presidente Dorigatti ha pensato bene di chiudere la seduta senza concedere repliche.

Vediamole una per una:

1. Rossi ha sostenuto che non sarebbe in corso alcun iter di commissariamento e che l’ordinanza del Consiglio di Stato sarebbe inutile. Ciò perché ci si aspettava la decisione di reinserire i docenti quindi ci si era preparati prima all’eventualità di doverlo fare. Qui pare proprio che la logica faccia difetto. Visto che per evitarlo si ottempera ora all’ordinanza (del 5 agosto), il rischio commissariamento c’è eccome. E a sua volta l’ordinanza (la seconda) non è affatto “inutile”. Senza di essa infatti il presidente e i suoi dirigenti avrebbero potuto lasciare senza lavoro i 164 insegnanti cui lo avevano tolto. Appurato ciò, la domanda è semplice: Rossi dice queste cose per nascondere la verità oppure perché non sa di cosa parla? Entrambe le ipotesi sono inquietanti.

  1. A Rossi “spiace molto” per gli insegnanti laureati che dovranno “lasciare il posto ai ricorrenti”. Magari potrebbe dispiacersi anche per questi ultimi che di colpo si sono visti togliere lavoro e diritti ed hanno dovuto adire le vie legali a spese proprie per tutelarsi dalle decisioni del loro stesso datore di lavoro. Naturale e giusto dispiacersi anche per chi è stato illuso di poter accedere ad posto di lavoro e poi lo perde. Non ha colpe, subisce un danno ed ha pienamente ragione di lagnarsene. Ma se andiamo a vedere bene, di chi è la responsabilità? Al momento di chi con le proprie decisioni ha generato la situazione in questione.
  2. Rossi ha affermato (giustamente) di confidare nella valutazione nel merito. Peccato che, a quanto si capisce, la sua idea sarebbe stata quella di lasciare le graduatorie così come stanno (dato che secondo quanto affermato in aula nella seduta del 14 settembre la Provincia aveva già “ottemperato” alla prima ordinanza) con tutte le conseguenze del caso, fino al giugno 2017. E proprio su questa interpretazione è intervenuta la seconda (“inutile”) ordinanza, statuendo che gli atti posti in essere dalla Provincia “risultano elusivi del predetto decisum cautelare”, ovvero di quanto deciso dal Consiglio di Stato il 5 agosto.
  3. Il presidente Rossi ha giustificato la scelta di escludere i ricorrenti dalle prime convocazioni con il fatto che era necessario acquisire le domande di inserimento in graduatoria. Si dimentica di dire che gli insegnanti che oggi è costretto suo malgrado a rimettere in pista avevano già presentato tutto quanto richiesto fin dalla prima costituzione della famosa quarta fascia. Le informazioni erano già disponibili in Provincia e la scelta di chiederle di nuovo appare solo come una tattica dilatoria.
  4. Il presidente Rossi sostiene esistano solo responsabilità politiche che egli si assume. È giusto che chi comanda si faccia carico delle conseguenze di scelte sbagliate ma anche un bambino sa che alla base ci sono pareri, indirizzi e consigli che arrivano da chi dirige la scuola trentina. La “responsabilità tecnica” quindi esiste eccome, a prescindere dagli ordini del presidente. Appurato questo aspetto, va chiarito un altro punto: bene l’assunzione di responsabilità, ma ad essa devono seguire provvedimenti. Troppo comodo dire “è colpa mia” tanto poi non succede niente. Rossi o chi per lui ha sbagliato? Se ne traggano le conseguenze»

Cons. prov. Filippo Degasperi

Gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle

MAURO PERICOLO- Presidente DELSA

COMUNICATO STAMPA – Trento,  4 NOVEMBRE 2016

E’ partito l’iter per il commissariamento dell’ ufficio scolastico provinciale trentino, attualmente guidato dalla dott.ssa Livia Ferrario, responsabile di non aver dato seguito alla ordinanza cautelare n. 3377 del 5 agosto 2016, con cui il Consiglio di Stato Italiano aveva disposto l’inserimento con riserva, nella nuova fascia della Graduatoria per Titoli trentina (GPT), degli insegnanti di scuola primaria abilitatisi con il vecchio sistema (quello del diploma magistrale). I 164 ricorrenti, rappresentati dal Sindacato Autonomo Trentino DELSA, si erano rivolti al giudice più di due anni fa, lamentando l’esclusione dalle graduatorie pur essendo in possesso di regolare ABILITAZIONE al pari degli attuali laureati in Scienze della Formazione Primaria ( cui la quarta fascia veniva riservata).

L’ordinanza del 5 agosto, a loro favorevole, prevedeva l’ inserimento dei ricorrenti nella fascia aggiuntiva delle GPT trentine ( detta 4 fascia) al fine della stipula di contratti a tempo determinato e indeterminato per l’anno scolastico in corso.

L’ amministrazione però, non aveva dato seguito al provvedimento giudiziale, procedendo alle nomine secondo la vecchia graduatoria , riservata ai soli laureati, ed escludendo di fatto dagli incarichi annuali i docenti che si erano rivolti al Consiglio di Stato ravvedendo una disparità di trattamento nelle decisioni della giunta Rossi.

L’ istanza di esecuzione diramata nella giornata di ieri dalla sezione n. 6 del Consiglio di Stato, presieduta dal consigliere Roberto Giovagnoli, scandisce nel dettaglio le fasi per l’esecuzione dell’ordinanza e non lascia spazio ad interpretazioni: “La Provincia avrebbe dovuto dapprima inserire i ricorrenti nella fascia aggiuntiva e successivamente, tenendo conto della loro posizione, procedere alla stipula dei contratti a tempo determinato e indeterminato previa individuazione dei benificiari“. Continua poi: “L’assegnazione di incarichi a tempo determinato o indeterminato per l’attuale anno scolastico deve tener conto della presenza dei ricorrenti nella graduatoria per titoli e della posizione dagli stessi ricoperta (…)”

In altri termini, TUTTO DA RIFARE, poichè le nomine effettuate dagli uffici scolastici, attingendo ad una graduatoria non opportunamente integrata, sono illegittime e vanno nuovamente riformulate.

Il termine dato ieri è perentorio: se entro 30 giorni non verrà data esecuzione puntuale e dettagliata all’ ordinanza del 5 agosto 2016, con cui il Consiglio di Stato, disponeva in via cautelare l’inserimento dei ricorrenti, interverrà in via sostitutiva il sovrintendente dell’ufficio scolastico regionale di Verona in veste di COMMISSARIO AD ACTA. Quest’ultimo solleverà dagli incarichi i dirigenti dell’ufficio scolastico regionale per poi dar dovuto seguito a quanto stabilito dal Consiglio di Stato.

Le conseguenze sul sistema scolastico trentino saranno l’ annullamento degli attuali contratti, stipulati con riserva il 31 agosto e il conseguente rimescolamento dei docenti di tutte le scuole trentine, con grave danno in termini di continuità scolastica non solo per le centinaia di lavoratori coinvolti, ma soprattutto per gli alunni che a dicembre potrebbero non trovare in classe più i propri maestri.

L’ avvocato capitolino di DELSA Francesco Lilli e Mauro Pericolo ( Presidente di Delsa) esprimono soddisfazione per l’aver sostenuto sin dall’inizio la corretta tesi giuridica ma tengono anche a stimolare una dovuta riflessione su quanto avvenuto.

In considerazione della portata del danno causato a centinaia di soggetti coinvolti sull’ intero sistema scuola, ci chiediamo: cosa sarebbe avvenuto se tutto questo fosse accaduto nell’ambito di una azienda privata? A livello politico sarà effettuata una seria e doverosa valutazione sull’operato amministrativo e sulla attuale gestione del sistema scolastico  trentino?”. Continua poi Pericolo: “Pur non essendo responsabili ma vittime di questa situazione vogliamo dare margine di trattativa politica sulla vicenda, individuando soluzioni che siano di buon senso e capaci di contemperare agli interessi del sistema scolastico e dei ricorrenti. Questo al fine di contenere i danni che inevitabilmente si produrranno su scuole, alunni e docenti.”

 

UFFICIO STAMPA D.E.L.S.A.

 

 

delsa finale.

                         CHIEDEREMO L’INTERVENTO DEL COMMISSARIO AD ACTA

 

Siamo pronti a richiedere un intervento prefettizio con la nomina di un commissario ad acta che prenda tutti i necessari provvedimenti al fine di dare immediato seguito all’ordinanza emessa il 5 agosto dal Consiglio di Stato a beneficio dei nostri ricorrenti”.

Non usa mezzi termini Mauro Pericolo, presidente del sindacato Autonomo Trentino Delsa, che stamani ha ricevuto prima i propri 168 ricorrenti nella sala rosa del palazzo della Provincia e successivamente i giornalisti in una affollatissima conferenza stampa.

“La Provincia di Trento invece che dare seguito all’ordinanza cautelare del Consiglio di stato, che ha disposto l’inserimento cautelare dei nostri 168 ricorrenti maestri diplomati magistrali trentini nella IV fascia delle graduatorie trentine,  ha preferito  dare una sua personale interpretazione all’ordinanza, di fatto disapplicandola. ” ha dichiarato il Presidente di Delsa,

“Le nomine avverranno come se nulla fosse stato, attingendo a quella stessa quarta fascia in odore di  illegittimità, in attesa del pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato che avverrà a novembre. In parole semplici,  si preferisce affidare incarichi agli insegnanti per poi disdirli a metà anno, piuttosto che inserire i nostri ricorrenti a pettine con i laureati dove dovrebbero stare…un danno che si riverbererà inevitabilmente su tutti: docenti, scuole, alunni”.

Eppure il Consiglio di Stato è stato chiaro nella propria ordinanza: “la provincia di Trento non può atteggiarsi in maniera diversa dal nazionale” e la funzione cautelare dell’ordinanza era quella di “permettere ai docenti ricorrenti di assumere contratti a tempo determinato e indeterminato” in virtù di un danno che al momento è già in atto nei confronti degli stessi.

Sindacato Delsa non ci sta. “La decisione sotto il profilo tecnico è grave ma sotto quello politico è a dir poco inspiegabile” ha commentato Mauro Pericolo mentre si apprestava a spiegare di aver già provveduto a diffidare la Provincia di Trento e  di essere pronto a richiedere alla sezione VI del Consiglio di Stato ( la stessa che ha emanato il 5 agosto scorso l’ordinanza cautelare ) un immediato intervento.

“Qui non si tratta di interpretare l’ordinanza, qui si tratta di eseguirla ! Troppe volte in questi uffici ci troviamo di fronte a Dirigenti schierati in tutela di questa o l’altra categoria, dimenticandosi che il loro ruolo è solo ed esclusivamente quello di applicare la legge a tutela del cittadino. Come sorprendersi del resto, in una provincia nella quale gli stessi  giudici dello Tribunale amministrativo sono per il 50 % di nomina politica. Già da molto tempo non viene garantito il principio della terzietà della giustizia ai cittadini. Ci troviamo di fronte ad una situazione di anarchia amministrativa che ha ben poco a che fare con l’ Autonomia di cui il governatore Rossi si fa baluardo ai convegni.  “

Il consigliere di Civica Trentina Claudio Civettini presente all’incontro e da sempre portavoce accorato delle richieste di questi docenti ha definito “supponente e miope” l’amministrazione targata Rossi ribadendo che la politica dovrebbe vergognarsi di quanto sta avvenendo.

“Autonomia significa anche coraggio,  mentre in questo frangente il presidente Rossi e i suoi collaboratori si apprestano a resistere alle richieste dei maestri diplomati magistrali trentini con i soldi degli stessi contribuenti” ha dichiarato Civettini.

Sindacato Delsa chiede naturalmente che venga fatto un passo indietro prima di una figura senza precedenti anche sul piano nazionale.

L’appello del Sindacato è proprio quello di un immediato cambio di rotta finché si è in tempo, prima dell’inizio delle lezioni,  visto che i dati dei ricorrenti sono già perfettamente inseriti nel database provinciali essendo essi alle dipendenze della Provincia autonoma di Trento da anni e avendo tutti proposto ancora un anno fa la domanda di inserimento in graduatoria entro i termini previsti.

Dunque gli strumenti per ottemperare ci sarebbero tutti, ma l’ arroganza politica sembra avere il sopravvento  su quella che dovrebbe essere una gestione responsabile del comparto scuola. “Oltre a creare pericolosi pretesti per attaccare la nostra autonomia a Roma, si stanno come sempre facendo ricadere le conseguenze delle scelte politiche sui contribuenti trentini, i quali pagano per le costose parcelle dell’avvocatura provinciale” chiosa Pericolo.

L’intervento di un prefetto è già avvenuta nella regione Piemonte per la stessa ragione e i dirigenti preposti sono stati tutti sollevati dai loro incarichi ad opera del commissario che ha poi disposto  l’inserimento dei ricorrenti in attesa dell’udienza di merito.

Sindacato Delsa ha comunque già pronte le richieste di risarcimento,  poiché una volta conclusa questa vicenda sarà chiesto conto del danno grave, professionale ed emotivo, dovuto alla precarietà assoluta di questi docenti, portata alle estreme conseguenze da questa giunta.

UFFICIO STAMPA DELSA

Hanno vinto i 200 maestri diplomati magistrali trentini patrocinati dal sindacato DELSA, che avevano fatto causa alla Provincia Autonoma di Trento per essersi visti scavalcare in graduatoria, dopo 15 anni di lavoro, da più di 200 colleghi abilitatisi con la laurea in SFP, molti dei quali con esperienza minima di lavoro.

Abilitati lo erano anche loro e per legge peraltro, attraverso un diploma magistrale che fino al 2002 è stato l’unico percorso ABILITANTE per formare i maestri italiani.

Inspiegabile dunque l’iniziativa nel 2014 della giunta Rossi di istituire una fascia ad hoc per i soli laureati in Scienze della Formazione Primaria mettendo letteralmente all’angolo i docenti che fino ad allora avevano lavorato per la PAT nelle scuole primarie provinciali con titoli e preziosa esperienza sulle spalle.

I maestri trentini , dopo aver incassato un rigetto netto al Tar di Trento alcuni mesi fa, si sono rivolti in secondo grado al CONSIGLIO DI STATO che nella giornata di oggi 5 agosto 2016 ha dato loro ragione disponendo la sospensione della sentenza con cui il Tar Trento aveva negato l inserimento con riserva nella graduatoria di quarta fascia trentina.

Al termine di una sentenza cautelare fortemente dibattuta, che ha visto contrapporsi gli avvocati  Francesco Lilli, Fabio Pellicano , Claudia Morreale all’intera avvocatura provinciale,il CDS ha ribadito che la Provincia di Trento non può discostarsi da quella che è la disciplina vigente in campo nazionale sulla abilitazione dei titoli e per questa ragione i ricorrenti di DELSA vanno TUTTI inseriti con riserva nella attuale quarta fascia, a pettine con i laureati, secondo il proprio punteggio e in piena facoltà di stipulare contratti sia a tempo determinato che indeterminato.

Il Presidente di DELSA sindacato autonomo trentino,  Mauro Pericolo commenta  con profonda commozione e soddisfazione la vittoria ottenuta presso il Consiglio di Stato in particolare perchè accoglie pienamente le richieste di inserire con riserva tutti i ricorrenti diplomati  magistrali rappresentati dal sindacato, specifica che  in virtù di questa riserva essi potranno stipulare contratti a tempo determinato e indeterminato e sottolinea che vi è una prevalenza dei principi normativi nazionali sulla legislazione trentina in materia di valori abilitanti.

Sono tesi esclusivamente nostre, sostenute per anni e alle quali con ritardo ed atteggiamento opportunista si sono accodate altre organizzazione sindacali con evidenti scopi speculativi. Da parte nostra c’è piena intenzione di chiedere un risarcimento per danni professionali economici e morali nei confronti della Provincia autonoma di Trento, precisando che tutti i nostri ricorrenti sono già da anni dipendenti della PAT e non vengono da fuori provinciaColoro i quali avevano anni di servizio alle spalle e sono rimasti senza lavoro perché scavalcati ingiustamente da più di 200 colleghi ora potranno chiedere conto del mancato introito sia in termini economici che di servizio.  ” chiosa Pericolo.

Ora La Provincia autonoma di Trento non potrà procedere ulteriormente con le assegnazioni degli incarichi facendo riferimento ad una graduatoria (quella di quarta fascia) illegittima poiché istituita sulla base di regolamento provinciale errato nella parte in cui non consentiva l’inserimento degli abilitati con diploma magistrale ante 2002.

Corte Costituzionale : sentenza precari

Due pronunce : una sentenza in riferimento  alla normativa nazionale , una ordinanza per il Tribunale di Trento.

Il 21 di luglio scorso è stata  depositata la sentenza con le relative motivazioni  della Corte di Costituzionale in merito alla reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi di servizio e alla competenza sulle cause in questione.

La Corte Costituzionale con questa sentenza (relatore il giudice Giancarlo Coraggio) giudica la riforma dell’anno scorso ( cosiddetta “ Buona Scuola”)  una sanatoria: si rischia che assunti o ammessi al concorso non abbiano diritto ad altri risarcimenti per il danno subito in questi ultimi anni. La certezza di un risarcimento ci sarà soltanto per il personale amministrativo, gli Ata, non compresi nella sanatoria e per tutti i docenti che,  pur avendo insegnato per più di tre anni in una cattedra libera e disponibile, non hanno trovato spazio  nel piano di assunzioni.

La Corte fissa anche i parametri che dovranno contenere d’ora in poi le norme sulla scuola: se usare i supplenti quando ci sono cattedre libere per oltre tre anni è incostituzionale.

Ma ricostruiamo la vicenda.

La ragione per cui il caso si era aperto era legata al fatto che la stessa Consulta nel luglio 2013 decise di ‘stoppare’ l’iter e di sottoporre in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia Europea alcune questioni interpretative delle norme in esame: estensore dell’ordinanza fu Sergio Mattarella, allora giudice costituzionale, oggi Capo dello Stato. La corte europea  risponde nel novembre 2014, la cosiddetta sentenza Mascolo. Quella pronuncia richiamava l’Italia per l’assenza di limiti nella successione dei contratti a tempo utilizzati per coprire una “mancanza strutturale di personale di ruolo”, chiedeva di garantire i concorsi.  Quindi  l’accordo quadro per evitare i contratti a ripetizione vale anche per la scuola. L’intero caso tornava alla Consulta, che fra tanti rinvii ha finalmente deciso quasi a fine luglio 2016. Nel frattempo, però, si è introdotta una variabile: la riforma della buona scuola.

Infatti, la difesa della Stato riassume il caso e punta sulle misure della legge 107/2015, la “buona scuola”, con il piano di assunzioni straordinario che, a dire dell’avvocatura dello Stato , “ha consentito di stabilizzare 86.076 unità di personale destinatario di supplenze per oltre 36 mesi”, e il nuovo concorso per “il reclutamento di 63.712 docenti per il periodo 2016/2018”. L’avvocatura puntualizza che a partire dall’anno scolastico 2016/2017 “le procedure concorsuali avranno cadenza triennale per espressa previsione della legge”.

Situazione trentina

La Consulta era stata chiamata a pronunciarsi nello specifico anche sulla situazione trentina ed in particolare sulla legittimità o meno dell’articolo 93 della legge provinciale che permette di soprassedere alla legge europea e reiterare comunque i contratti a termine in ambito scolastico vista l’esigenza di  garantire  il servizio scuola. La  Corte in merito non si è pronunciata sostenendo che il giudice ordinario ha facoltà di decidere in autonomia se applicare la normativa UE in quanto sempre e comunque di carattere superiore rispetto a quella nazionale oppure sollevare questione di pregiudizialità nei confronti del nuovo assetto normativo.Precisando nell’ordinanza di rimessione che :…..”questa Corte non ha disposto il rinvio pregiudiziale in ordine all’interpretazione del parametro comunitario con riguardo alla disciplina statale e provinciale, come letta in combinato disposto dal rimettente, ma alla sola disciplina statale, di cui all’art. 4, commi 1 e 11, della legge 3 maggio 1999, n. 124 …..” .

In pratica un ulteriore rimbalzo di competenza. Per cui per la situazione trentina siamo praticamente certi che il giudice preposto a decidere su questo genere di cause non avrà interesse ne intenzione ad appellarsi alla normativa europea e continuerà  invece a rifarsi alla normativa interna.

Quello che rileviamo pertanto e come sostanzialmente sulla questione trentina sia stato fatto un buco nell’acqua dato che la questione è stata posta nostro avviso in un modo non centrata da parte di chi ha posto la questione davanti alla Corte Costituzionale.

Il tutto pregiudicherà sicuramente quelle che sono state le cause finora depositate poiché esse si rifacevano a una normativa antecedente alla legge sulla buona scuola.

Come intendiamo procedere

L’ufficio legale DELSA, aveva sin dal luglio dello scorso anno sospeso il deposito dei ricorsi poiché  riteneva ( oggi rivelatosi esatto)  che la nuova normativa sulla scuola sia a livello statale che a livello trentino avrebbe creato una situazione di cambiamento di cui la Corte avrebbe tenuto conto ( jus superveniens).

Pertanto forte di queste scelte di strategia difensiva già assunte dallo scorso proseguiamo nella difesa delle posizioni dei ns ricorsisti con un impianto difensivo che punta in particolare alla contestazione della nuova legge sulla buona scuola sia nazionale che trentina, per le quali se ne chiederà la rispondenza o meno ai parametri europei, unico baluardo di civiltà giuridica, a nostro avviso, idoneo a tutelare i docenti italiani dal loro stesso stato.

Cogliendo l’occasione nell’ambito dei medesimi giudizi di far rilevare la totale inesistenza di misure riparatorie nelle nuove leggi; in particolare perché non distinguono le situazioni pregresse da quelle future. Infatti, le uniche misure coerentemente risarcitorie per i tanti docenti con anni di servizio alle spalle sono la conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, l’immissione in graduatorie provinciali come ha fatto Bolzano o al massimo procedure concorsuali riservate e non concorsi insieme anche a chi è senza un solo giorno di servizio. Inoltre riteniamo inaccettabili le misure riparatorie indicate di recente dalla cassazione ( tra 2 e 12 al massimo) poiché in molti casi ,e noi ne abbiamo diversi, ci sono docenti con anche 28-30 anni di servizio da precario (vedi scuole dell’infanzia).

Trento 27 luglio 2016

 DELSA Sindacato autonomo  

Mauro Pericolo

Vai alla barra degli strumenti